Russia – Argentina 81-77

Alexey Shved, l’MVP della partita che ha regalato la prima medaglia olimpica al basket russo, entusiasticamente festeggiato dai compagni. (foto: http://www.cbc.ca).

Il tramonto della Generacion Dorada non si tinge di bronzo, nonostante il cuore gettato sul campo della North Greenwich Arena. La classe di Alexey Shved, MVP della gara, unita alla sua baldanza nei momenti decisivi del match, regalano la prima medaglia olimpica della storia della nazionale russa. David Blatt decide di limitare il gioco argentino cercando di neutralizzare Scola per depauperare il gioco interno dei sudamericani e silenziare i tiratori esterni sui suoi scarichi. La partita non è stata particolarmente spettacolare ed ha vissuto soprattutto di parziali con avvicendamenti frequenti al comando, dopo che la Russia aveva provato più volte inanemente a scappare. Kirilenko ha garantito finalmente grande solidità e soprattutto presenza, mettendo in crisi i cambi difensivi di Llamas, che ha sofferto soprattutto il dinamismo e l’aggressività a rimbalzo e in difesa dei russi, non potendo opporre gran che dalla panchina per cambiare l’inerzia. Non sono bastate le giocate magistrali, condite dalla solita garra, di un encomiabile Ginobili, per riprendere una partita in cui l’albiceleste non è mai stata in controllo, ma che può recriminare per un contatto non sanzionato su Prigioni nell’ultimo possesso.

Kirilenko è parso in forma e lo ha confermato con i primi punti russi da 5 punti, prodotti da una tripla e da un bel movimento in avvicinamento. La difesa russa è stata da subioto molto vischiosa, riuscendo al limitare i giochi a due specialmente sul lato, impedendo  all’Argentina non di far girare fluidamente la palla. Anche Shved aveva qualcosa da farsi perdonare dopo la pallida prestazione contro la Spagna e la sua tripla in avvio è stata una adamantina dichiarazione di intenti. Ginobili e Scola hanno cercato di aprire la difesa russa segnando dall’arco o di spaccarla col gioco a 2 dal centro per evitare l’aiuto russo. Kaun ha messo in pressione su Scola in area, mentre dall’altra parte Shved ha lasciato segnare Nocioni senza patemi. Gli attacchi hanno girato nel primo quarto tutt’altro che oliati e si è ripiegato su entrambi i fronti sul tiro da fuori: Ginobili da 3 ha così firmato il primo vantaggio sudamericano sul 14-12. Secondo fallo di Manu, però, è satat una tegola per Llamas, che al suo posto può mettere solo Jasen. Nel frattempo si è destato anche Delfino, da oltre  i 6,75 per tenere avanti “El Alma” 20-19 a fine quarto.

Juampi Gutierrez ha stentato nel contrastare Kaun nel pitturato e la rubata di Prigioni che ha innescato Delfino dall’arco è sembrata iniettare ottani nella gara. L’Argentina, infatti, senza le sue due stelle NBA e con in campo i due Gutierrez era comunque avanti 27-21. Blatt ha fermato immediatamente il tentativo di fuga albiceleste per parlarci sopra. Shved e Khryapa con 2 triple costruite in proprio hanno subito dopo ricucito fino al 27 pari. Attacchi in stallo per diversi possessi e il parziale di 9-0 è completato dalla reverse di Khryapa (9 punti) ha costretto Llamas a sua volta al timeout. La Selecciòn è, però, uscita male dal time out e Kirilenko l’ha peunita per due volte in contropiede. Leo Gutierrez  ha trova 2 triple piazzate che sono ormai nel suo bagaglio tecnico e, così, ridato ossigeno ad una Argentina asfittica in attacco. Dopo una magia di Prigioni che ha scippato la rimessa e servito Ginobili (11) per un tiro da 3 che ha riportato  l’argentina davanti. Kirilenko (11 punti) in alley hoop ha arrestato il controbreak su pregevole assistenza di Shved, che prima della sirena di metà gara ha fissato dalla distanza il punteggio sul 40-38 per i suoi.

La secondo metà si è aperto con un recupero della difesa argentina e con la tripla di Nocioni (12); il 4 assist di shved è valso invece il facile canestro di Kaun. Prigioni si è sbloccato da 3 punti e successivamente Nocioni in lay up ha risposto a Shved e Khryapa, portando su di 3 i suoi sul 49-46. Scola ha finora tirato un 1/5 ed è questo il principale problema argentino, restando fuori dal gioco, limitato da Kaun (6) e sistematicamente raddoppiato. Arriva , però, il jumper liberatorio per l’ex rockets, che continua a faticare in area. La Russia con successo ha cercato con insistenza Kaun in area, partendo dal centro dell’attacco. Llamas ha cercato freschezza in Campazzo ma l’Argentina è restata soprattutto distratta in difesa, subendoin particolare i cambi difensivi su Kirilenko (17) e affatto armonica in attacco. Fridzon (12) ha guidato il tentativo di fuga con la tripla, mentre dal’altra parte l’ansia di coinvolgere Scola ha generato palle perse per il 59-50, anche in ragione dell’elevata intensità della difesa russa.  Il gioco da 3 punti di Ginobili (14) ha ancora una volta tenuto accese le speranze sudamericane. Rocambolescamente Campazzo da 3 punti su una sola gamba trova il -4 sull’ultimo secondo dell’ultimo possesso, fissando il punteggio, a 10 minuti dalla sirena, sul 61-57 dopo un parziale di 7-0 per la Selecciòn.

Al rientro in campo Nocioni è l’anima dell’Argentina, che ha provato a sfruttare gli errori gratuiti della Russia in attacco, dove non va a referto dagli ultimi minuti del terzo quarto. Grande tensione alla North Greenwich Arena, pagata soprattutto dalla squadra di Blatt. Battaglia furibonda a rimbalzo e l’Argentina, di cuore, è sul -2. Ginobili ha firmato il pareggio spaccando la difesa russa in penetrazione per il 62 pari. Sulla penetrazione dalla linea di fondo di Delfino l’Argentina ha riacchiappato gli avversari sul 64-64. Shved ha sfoderato classe e sfrontatezza con la tripla costruita in proprio, ma la difesa Russa nullifica il suo sforzo concedendo il gioco 2 a Scola. Parziale di 7-0 tutto di Shved (19) e Russia nuovamente avanti 71-64, con 4 minuti da giocare. Nocioni (16) ha tentato di tenere viva la partita da 3 e con la tripla di Manu (19) , smarcato dall’assist in tuffo sempre di Nocioni, l’Argentina si è ritrovata davanti. Shved ha messo diligentemente i liberi del pareggio a quota 74 con 1:14” sul cronometro. Un rimbalzo strappato da Kirilenko ha prodotto il fallo di Prigioni su Fridzon, che segnando i due liberi a referto ha tenuto la Russia avanti di 1. Maestosa reverse di Ginobili e Argentina ancora avanti 77-76 con 43”,2 alla sirena. Shved decide di imprimere il proprio sigillo sulla gara, mettendo una tripla che ha lo stesso peso specifico del metallo olimpico. Argentina  farraginosa in attacco e tripla di Nocioni stavolta rigettata dal ferro. Khryapa si avventa sul rimbalzo ma sul passaggio in uscita per Fridzon  la palla viene rubata da Prigioni, che, forse su un contatto non sanzionato dall’arbitro americano Kennedy, cade, scatenando le proteste inferocite della panchina sudamericana. Dalla palla recuparata da Shved è nato il solitario lay up di Fridzon per il 81-77 che vale il primo bronzo olimpico nella storia della nazionale russa.

Russia: A. Shved 25, A. Kirilenko 20, V. Fridzon 19; Rim (38): A. Kirilenko 8, V. Khryapa 7; Ast(14): A. Shved 7.

Argentina: M. Ginobili 21, A Nocioni 16, C. Delfino 16; Rim (27): A. Nocioni 7;Ast (17): P. Prigioni 7.

 

Marco Mantovani