Tiago Splitter (MVP) lotta sotto le plance

 

Brasile – Gran Bretagna 67-62

Sul pullman che porta il Brasile alla Basketball Arena, l’atmosfera è della gita al parco; dopo le sofferenze contro i ‘Boomers’ australiani, si prospettava un impegno di tutto relax, a chiusura di una seconda giornata del girone B del tutto interlocutoria.
Coach Ruben Magnano conosce bene il percorso e non si fida; conferma il suo quintetto tutto difesa con Tiago Splitter e Anderson Varejao in area, Alex Garcia e Leandro Barbosa sul perimetro, e non appena si varca il cancello sembra tutto confermato. Il primo pallone è per Splitter, replica in contropiede è di Alex Garcia, ma d’improvviso le nuvole si scuriscono e l’arena si trasforma nel castello degli orrori.
Ad aprire il portone, con le fattezze del più bieco dei maggiordomi, è il biondo Dan Clark che, dopo cinque minuti di digiuno, mette sul vassoio una tripletta che porta i sudditi della Regina in vantaggio 6-4.
La Gran Bretagna è indomita nonostante la sosta forzata di Joel Freeland (abbattuto da un colpo fortuito di Varejao) e la perdita prematura di Mike Lenzly dopo una bellissima tripla. Il Brasile è in preda al panico: il primo indiziato è Barbosa che non azzecca una scelta e che costringe coach Magnano a cercare nuovi equilibri dalla panchina, partendo dall’impalpable esordio nel torneo di Raulzinho Neto. Le rotazioni non portano ad alcun beneficio: chiunque entra non fa che incrementare l’interminabile rassegna di schifezze (2/12 da due, 0/8 da tre e 4 palle perse per essere benevoli) fino all’increscioso 4-11 al termine della prima frazione.
Ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di condurre i compagni fuori dal labirinto: se il leader difensivo è Varejao, che usa ogni mezzo lecito e no per recuperare possessi preziosi, sul fronte opposto qualcosa di più concreto arriva da Tiago Splitter. Luol Deng è sempre in agguato e innesca con un paio di guizzi il ‘festival del passaggio intercettato’, che non sarà il massimo dell’espressione tattica del gioco, ma almeno ne accende il ritmo. Il più fresco da questo punto di vista sembra essere il backup brasiliano Larry Taylor, autore del canestro del pareggio sul 27-27 a 40″ dall’intervallo e poi cerca invano un bis allo scadere per un vantaggio verdeoro che sarebbe stato immeritato.
Dopo aver passato quasi tutta la pausa a urlare in spogliatoio, coach Magnano vorrebbe una reazione più di concretezza che di classe, ma due triple di Mike Reinking e una folata di Freeland riportano Team GB in vantaggio (35-34) sfruttando anche i passaggi a vuoto di Splitter dalla lunetta. Il tecnico argentino ‘panchina’ ancora Huertas (per mancanze difensive) e infatti Taylor continua a spingere con energia su entrambi i fronti. La Seleçao litiga con il ferro da tutte le distante (21/55 al 30′) e solo nel finale di terzo periodo capitalizza con Anderson Varejao (48-43) che non fatica a prendere le misure a Robert Archibald.
Sembrerebbe forse il portone giusto per uscire dal nero castello, ma è pura illusione: sul +7 Barbosa sbaglia l’ennesima tripla aperta e l’inerzia torna in mano inglese con la tripla fortunosa di Clark, il quarto fallo Varejao al 33′ e ancora su superlativo Reinking per il controbreak di 8-0 (51-50).
Nel buio più totale, si accendono gli occhi di Marcelo Huertas, si attivano le mani forti di Tiago Splitter e la partita finalmente prende una piega; all’ingresso dei quattro minuti finali, dopo il timeout di Magnano, la ‘lacrima’ del play del Barça e una tripla sutorina di Marquinhos Souza portano al 61-57 e l’attacco inglese si inceppa proprio sul più bello. L’incubo sembra scacciato dalla padella di Reinking e lo sprint da centrometrista di Huertas che poi sforna in apnea l’assist della partita per il potenziale gioco da tre punti di Nene Hilario in schiacciata (63-57). Il Brasile non vuole proprio uscire e inciampa ancora con Marquinhos (che esce due volte, palla in mano!) e l’errore clamoroso di Alex Garcia che a -31″ manda in lunetta Deng per tre liberi. Il ‘Toro’ spreca con un 1/3 l’occasione per tornare a un tiro di distanza (60-65) e nell’ultimo possesso difensivo gli inglesi dimenticano il significato di fallo tattico, anzi mandano in lunetta Huertas a 11″ con i liberi del 67-60. Ultimo sussulto per un concreto Pops Mensah-Bonsu che avrebbe, come altri compagni, meritato miglior sorte.

Brasile: Splitter 21, M.Huertas 13, A.Varejao e Marquinhos 8. Rim (36): Splitter, Hilario e Varejao 6. Ass (13): M.Huertas 8
G.Bretagna: Reinking e Mensah-Bonsu 13, Deng 12. Rim (41) Mensah-Bonsu 12. Ass (14): Deng 7