Brasile – Cina 98-59

Tiago Splitter (Bra)

Tiago Splitter

Aver visto e rivisto la tripla glaciale di Fridzon due giorni or sono, ha caricato al massimo le pile del Brasile, voglioso di dimostrare contro la Cina tutto il potenziale di cui è dotato. Aver visto la Spagna subire la medesima sorte e quindi la Russia volare decisa verso il primo posto del girone, ha inclucato altre motivazioni più ‘olimpiche’ dei calcoli per evitare questo o quell’avversario nei quarti.
Aver toccato il fondo contro il Team GB, necessitava di una reazione d’orgoglio ancora più focosa e vincente: toda mentalidade, galera!
Questo Brasile non scherza più, avrà ancora qualche meccanismo da oliare, qualche percentuale da correggere, ma è ben altra cosa rispetto al gioco spumeggiante e zero difesa, anzi.
Il quintetto tutto difesa confermato da coach Magnano non offre sul versante opposto garanzie di fluidità, ma ha il merito di tenere alti i ritmi di una transizione che esalta anche Tiago Splitter. Non è quindi un caso che, al variare della conformazione con Gui Giovannoni in ‘4’ tattico, la palla inizi a muoversi con meno palleggi, trovando gli spazi per le comode conclusioni di Leandro Barbosa e Marquinhos (25-9 al 10′).
Il momento di verve è però effimero, perchè per i primi quattro minuti del secondo periodo, la Seleçao spacca ancora i ferri della Basketball Arena; e buon per coach Magnano che lo strapotere a rimbalzo, specie con in campo Nene Hilario, non consente alla Cina di rimediare alle scelte di tiro e di manovra di pessima qualità (31-11 al 15′)
Sotto di 20, la Cina piazza la zonaccia, bucata solo saltuariamente da Marcelo Machado, ma poco pronta a combattere sotto le plance dove il Brasile (con 9 carambole a metà gara) viaggia con ben altra reattività.
La staffetta Marcelo HuertasLarry Taylor è ormai un punto di riferimento stabile per il tecnico verdeoro che, pur doppiando gli avversari all’intervallo (42-21), non è soddisfatto per le percentuali dalla media distanza (17-39 dal campo) che non sarebbero sufficienti contro le più quotate del torneo.
E’ però un ‘pianto’ decisamente plateale, perchè il suo collega Donewald ha ben più grandi preoccupazioni: solo l’ultimo periodo risulta il più produttivo per la compagine rossostellata con ben 21 punti a referto, ma le percentuali rispecchiano una pochezza disarmante. Con il faro Jianlian Yi ben limitato dalla difesa brasiliana (solo 5 punti con 1/9 dal campo), l’attacco cinese tira poco e male (17/47 da due, 2/8 da tre) e manda in doppia cifra in pratica il solo Fangyu Zhu che mette 8/8 ai liberi.
Dal canto suo, il Brasile prosegue nella sua serata di grazia anche quando i giocatori più utilizzati lasciano giustamente lo spazio anche agli ultimi due della panchina: al pivot Caio Torres sono concessi quasi 17 minuti (6 punti e 4 rimbalzi) e viene data un’altra chance a Raulzinho Togni che maluccio aveva giocato all’esordio contro il Team GB.
I parziali degli ultimi due periodi (28-17 e 28-21) non ammettono repliche.
Per la gara decisiva verso il secondo posto, il Brasile affronterà lunedì la Spagna di coach Sergio Scariolo, “stimolata” dalla sconfitta con la Russia in volata: brutto affare…

Brasile: Marquinhos Souza 14, Giovannoni e L. Barbosa 13. Rim (49): Varejao 13. Ass (27): L. Taylor 6
Cina: F. Zhu 13, J. Chen 10. Rim (32) J. Yi 6. Ass (6): J. Chen 2