La finale che tutti volevano sin dall’inizio del torneo olimpico, la rivincita delle Olimpiadi di Pechino, la sfida tra le prime due potenze del ranking mondiale. Quattro anni fa finì 117-108, con la Spagna che rimase in partita fino agli ultimi minuti quando rientrata sul -5 , fu ricacciata indietro da un gioco da 4 punti di Kobe Bryant. Sulla panchina spagnola sedeva allora Aíto García Reneses e la Spagna si presentò a quella finale con solo una sconfitta, netta, nel girone di qualificazione proprio contro Team USA.

Spagna sempre sulle spalle di Gasol

Quattro anni dopo è cambiato l’allenatore, Sergio Scariolo (che li sta guidando dal 2009, con annesse vittorie agli europei 2009 e 2011), ma i punti di riferimento in campo sono sempre Pau Gasol, Juan Carlos Navarro e Rudy Fernandez con l’aggiunta di un più esperto Marc Gasol, mentre Ricky Rubio purtroppo è assente per via di un serio infortunio al ginocchio. Il percorso della squadra di coach Scariolo a Londra è stato un mix di luci ed ombre, a partire da un girone di qualificazione concluso malamente al 3° posto con le sconfitte sul filo di lana con Russia e Brasile, ma ha saputo poi risollevarsi ai quarti di finale con la vittoria sulla Francia nella riedizione della finale degli Europei 2011 ed infine con la vittoria sulla Russia di coach Blatt, recuperando 13 punti di gap dopo un primo tempo tragico. Nelle 7 partite fino ad ora disputate la Spagna ha realizzato 78.1 punti a partita con il 50% da 2 e il 33% da 3, a fronte di 73 punti subiti di media. Pau Gasol è il leader in campo di questa formazione e li sta guidando con 18.4 punti segnati (con il 63% da 2) e 7.6 rimbalzi, Marc Gasol è in ottima forma (12 punti e 5.1 rimbalzi) ed assieme a Serge Ibaka (fino ad ora scarsamente utilizzato) sarà importante per mettere in difficoltà gli americani nel pitturato. Juan Carlos Navarro, il capitano e veterano di questo team, in campo sin da Sidney 2000, è limitato dai problemi legati alla fascite plantare che lo stanno tenendo al 29% da 2 e il 33% da 3 nonostante i 9.2 punti segnati, ma il suo contributo offensivo, seppur limitato potrebbe essere fondamentale. Infine Rudy Fernandez (9 punti, 3.7 rimbalzi e 3.1 assist di media) e Jose Calderon nonostante una stagione NBA travagliata, stanno contribuendo alla causa e importante è stato il loro approccio al secondo tempo della semifinale contro la Russia che ha consentito il rientro in partita spagnolo.

Tutti assieme per l’oro

Ben differente la situazione in casa americana, dove coach Mike Krzyzewski e il suo staff sono a caccia della seconda Olimpiade perfetta consecutiva e fino ad ora hanno seguito un percorso netto con 7 vittorie in altrettanti incontri, una media di quasi 117 punti segnati con il 60% da 2 e il 45% da 3, a fronte di 81 punti subiti a partita, ma soprattutto una netta impressione di avere sempre il pallino della situazione in mano e di poter cambiare ritmo da un momento all’altro sia difensivamente che soprattutto offensivamente. Un gruppo piuttosto compatto nonostante le tante “prime donne” e focalizzato sull’obiettivo comune, con Kevin Durant micidiale dall’arco (56% da 3) che guida la truppa con 18 punti segnati di media, con LeBron James da 12.4 punti, 5.4 rimbalzi e 5.9 assist di media, in pieno controllo di tutto quanto accade sul rettangolo di gioco, capace di giocare in ogni ruolo, spalle a canestro oppure di partire con palleggio incrociato, con Kobe Bryant piuttosto tranquillo ma che comunque mette il proprio mattoncino in ogni partita (11.4 punti in 15 minuti di impiego). Un ruolo fondamentale lo ricopre anche Chris Paul, utilizzato sempre nello starting five come pg, ma anche da collante in quintetti bassi assieme a Deron Williams oppure a Russell Westbrook (uscito dalle semifinali con un problema alla caviglia e non sicuro di recuperare per la finale). Ottimi dalla panchina Carmelo Anthony, primo cambio del quintetto iniziale ed importante bocca da fuoco offensiva con 17.4 punti segnati a partita con il 56% dal campo e il primo cambio dei lunghi Kevin Love, fondamentale per punti (12 a partita), rimbalzi (7.4 a partita), extra possessi, passaggi e tante piccole cose.

Pronostico Dailybasket
Sicuramente la Spagna ha conseguito il proprio obiettivo, non ha nulla da perdere, un argento olimpico sarebbe comunque un ottimo traguardo raggiunto e questo potrebbe giovare alla squadra di Scariolo, potrebbe farli giocare a mente più libera e rilassata a differenza di quanto visto fino ad ora, dove la pressione di essere l’unica alternativa valida agli americani li ha messi in seria difficoltà.
Team USA invece ha l’obbligo di vincere, qualsiasi altro risultato sarebbe un fallimento, il tornare a casa con una medaglia d’argento scatenerebbe tantissime polemiche, ma il livello di talento visto tra starting five e second unit, la capacità di giocare perfettamente ad alti ritmi ma anche a bassi ritmi contro difese schierate, lascia propendere per un pronostico favorevole alla squadra di coach Krzyzewski. Certo potrebbero avere difficoltà contro la grossa ed alta frontline spagnola, contro l’esperienza a livello internazionale di molti giocatori spagnoli, ma nessuno in casa americana sottovaluta la Spagna, la concentrazione è alta come fosse una gara 7 di finale NBA. Riuscirà la Spagna a ribaltare ogni pronostico? Lo scopriremo alle ore 16 italiane.


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