Gasol e Bryant a fine partita (foto acb.com)

STATI UNITI

T. Chandler 6: non è la sua partita, meno di 10’ in campo e un canestro.

Durant, top-scorer della gara

K. Durant 8: a tratti “spadella” un po’, ma i suoi 30 punti e le sue 5 triple sono tra le ragioni principali del successo statunitense.

L. James 8: spreca poco, giostra in più ruoli e si erge a protagonista quando conta, in particolare nel terzo quarto dopo la fiammata spagnola e nel finale (sua la letale tripla del +9 a 2’ dalla fine).

R. Westbrook 5,5: il basket “FIBA” non fa per lui, perde 2 palloni in meno di 10’.

D. Williams 6: fa rifiatare Paul e non demerita.

A. Iguodala sv: per ruolo e caratteristiche è forse il più “inutile” tra i 12, meno di 3’ in finale.

K. Bryant 7,5: partita pulita e di esperienza, si fa sentire di tanto in tanto con canestri pesanti.

K. Love 6: soffre molto i lunghi spagnoli ma chiude sfiorando la doppia doppia.

J. Harden sv: utilizzato pochissimo da Krzyzewski, mette piede in campo solo per la passerella finale.

C. Paul 7: le cifre non gli rendono giustizia, la sua regia è attenta e il suo ultimo quarto determinante.

A. Davis sv: anche lui (più comprensibilmente di Harden) scalda la panchina fino agli ultimi 37”.

C. Anthony 6,5: non impeccabile, ma non fa mancare un contributo offensivo e difensivo quando serve.

M. Krzyzewski 7: vincere l’oro con questo gruppo non è certo un’impresa, ma la sua squadra raggiunge l’obiettivo soffrendo poco e mostrando grande unità d’intenti.

SPAGNA

P. Gasol 8: è lui a tenere a galla le Furie Rosse in diversi frangenti, in particolare negli “arrembaggi” della terza frazione.

R. Fernández 6,5: ha le sue solite fiammate di talento, ma a tratti pare troppo “leggero” per una partita del genere.

S. Rodríguez 6,5: Scariolo non ha molta fiducia in lui, ma Chacho prova (con discreto successo) a dare la scossa dalla panchina e chiude con ben 6 assist in 14’.

Gara dai due volti per Navarro (foto acb.com)

J.C. Navarro 6: strepitoso nel primo tempo (19 punti), perde lucidità e precisione nel secondo privando i suoi di un fondamentale riferimento offensivo.

J. Calderón 5: non ripete l’exploit della semifinale, sostanzialmente non entra mai in partita.

F. Reyes 5,5: la volontà non manca, ma paga dazio contro la stazza degli avversari.

V. Claver sv: gioca i 37” finali per il più classico degli “io c’ero”.

F. San Emeterio sv: vedi sopra, con la differenza che forse qualche minuto contro LeBron & Co. l’avrebbe meritato.

S. Llull 6: fa il suo dovere giocando molto da play anche se, col senno di poi, sarebbe potuto essere più utile da guardia nella ripresa.

M. Gasol 6,5: chiude con un discreto bottino ma i falli rapidi commessi nel primo tempo pesano sul suo impatto. E’ uno degli ultimi a mollare.

S. Ibaka 6,5: è stato naturalizzato con il chiaro obiettivo di colmare il gap fisico-atletico con gli Stati Uniti e, almeno in alcuni tratti, riesce a farlo con successo su entrambi i lati del campo.

V. Sada sv: anche per lui solo i 37” precedenti la sirena finale.

S. Scariolo 6: costringe gli Stati Uniti a vincere con il tiro da fuori, fare di più era difficile. Restano i dubbi sulla sconfitta contro il Brasile, ma l’argento è legittimato dai successi su Francia e Russia.