C’è una realtà importante nel nostro paese che si distacca dal mero mondo professionistico del basket. Sappiamo  che noi italiani siamo sempre propensi ad impegnarci nel sociale  anche al di fuori del nostro amato stivale con la riprova che tanti cooperanti rischiano la vita in Paesi di dubbia sicurezza.

Rinfrancati dalla fine del sequestro Orru ma sempre decisi a rimanere in ambito cestistico diamo voce ad un ex allenatore che, innamorato di questo sport ma stancatosi dell’eccessivo business e dei giocatori più impegnati a dare ascolto ai procuratori che alla società e ad i coach , ha mollato tutto rimettendosi completamente in gioco.

Marco Calamai, nato a Firenze nel 1951, ha prima giocato per poi allenare 12 anni in serie A (365 gare) tra Ferrara, Venezia, Pavia, Firenze, Fortitudo Bologna e Livorno.

Vince anche sul pino della Nazionale Militare un campionato del Mondo oltre che allenatore dell’anno 8 stagioni prima.

Attualmente e da ben 15 anni guida un progetto che oggi ha ben 25 centri in tutta Italia che allenano ragazzi con disabilità mentali quali la sindrome di Down e altre pesanti psicosi.

“ Sono uscito da quel mondo in quanto non mi identificavo più con giocatori che pensavano poco alla squadra ma tanto e troppo allo stipendio. Purtroppo anche alcuni ai quali volevo bene erano cambiati.

Continuo a credere che la pallacanestro è lo sport più bello del mondo-continua Calamai – e vorrei che anche nei tornei di alto livelli tornasse il senso di gruppo e di squadra. Vedo troppi individualisti che magari segnano tanto ma alla fine non vincono mai. Insomma a me non piacciono gli Ibrahimovic o i Carmelo Anthony.”

Il nativo di Firenze ci conferma come si senta a suo agio a dirigere allenamenti coi “suoi “ ragazzi: “ Con loro ho ritrovato la voglia di allenare oltre che insegnare. Ovviamente lo faccio in modo diverso applicando in modo strumentale il basket verso questi ragazzi con problemi. Per me è molto stimolante, solo qui a Bologna abbiamo 4 centri e 25 in tutta Italia. Spesso con gli allenatori ci troviamo per aggiornamenti ed io viaggio per vedere i progressi dei ragazzi e dare loro consigli.”

Si è anche svolto un camp integrato, il primo, in Sardegna, che ha adottato il cosiddetto “metodo Calamai.” “Ad inizio Luglio con 25 normodotati e 25 disabili che si sono allenati anche con Gianluca Basile e Daniele Cinciarini due campioni di serie A.”

Importanti le sua apparizioni a “Report” su Rai 3 oltre alla trasmissione sempre della Tv di Stato il 14 Gennaio scorso “A sua immagine” dove ha illustrato in pochi minuti quanto di buono viene fatto da lui e dai suoi educatori con le persone che hanno problemi. “Con il passaggio inteso come uno scambio (della palla) intendiamo spronare i ragazzi a socializzare e relazionarsi.”

Questa sua impegnativa attività non gli vieta di seguire la pallacanestro dei grandi con l’allenatore ora residente a Bologna che segue come opinionista alla radio ed in Tv locali i nostri campionati nazionali.

Segnaliamo che questa domenica sarà in diretta su Radio Rai 1 dalle 10 alle 10,30 di mattina durante il programma “Area di Servizio -disabilità e diritti” dove parlerà del suo libro scritto nel 2008 intitolato “Uno sguardo verso l’alto”.

Infine Calamai ci tiene a segnalarci i suoi continui contatti con allenatori del calibro di Messina e Pianigiani con quest’ultimo che ha favorito la sinergia tra il suo gruppo e la Nazionale Azzurra chiamato “Over limits –il passaggio inizio del dialogo” oltre alle numerose attenzioni delle formazioni bolognesi Virtus e Conad verso il suo lavoro.

Quindi giù il cappello verso questo simpatico e determinato personaggio dall’accento puramente toscano che sta mettendo tutta la sua competenza al servizio di quanti hanno avuto dalla vita delle grosse sfortune.