La sala Appiani dell’Arena Civica di Milano è il luogo scelto dall’amministrazione cittadina per parlare del futuro dello sport a Milano attraverso il progetto I Win You Win. Tavola rotonda moderata da Flavio Tranquillo e con ospiti d’eccezione tra cui Federico Buffa, Vittorio Gallinari, e Dan Peterson.

Chiara Bisconti, assessore al Benessere, allo sport e tempo libero del Comune di Milano

Il primo intervento è quello di Chiara Bisconti, Assessore al Benessere, Qualità della vita, Sport e Tempo libero del Comune di Milano:” Il nostro obbiettivo è quello di rivalutare il patrimonio di tutto lo sport di Milano, i suoi luoghi, gli impianti, la storia, cercando di dare un’immagine diversa e di creare nuove ipotesi di rilancio. La valorizzazione di tanta passione, trovare nuove sinergie tra pubblico e privato con investimenti mirati che possano creare nuove opportunità ed azioni come riqualificare gli impianti. Ed in questo senso il comune vuole essere il volano per agevolare e stimolare questi progetti che coinvolgano centro e periferia, I Win You Win è molto più di uno slogan”.

Come interagire con il pubblico e come provare queste soluzioni per il futuro prova a spiegarlo Katia Bassi, General Manager NBA per l’Italia: “La collaborazione con il Comune di Milano dimostra quanta voglia di grande e bello sport ci sia nella città lombarda. Lo dimostra il grande entusiasmo legato alla gara del settembre 2010 tra l’Olimpia ed i New York Knicks. Così come è stata grande la partecipazione alla Fan Zone di piazza Duomo con il record europeo di iscrizioni al torneo di 3VS3, sintomo di un progetto positivo con numeri importanti. Sono almeno cinque milioni i fans nella NBA in Italia, di cui tantissimi nella fascia dei più giovani tra i 16 ed i 34 anni. Un dato ancora più importanti con il brand più numeroso ad esempio su Facebook e Twitter in ambito sportivo. C’è bisogno naturalmente di spazi e di grandi impianti e, soprattutto, di tanti appassionati che cerano sempre meno TV ma più attività outdoor e partecipazione attiva. Il frutto dell’interazione tra i partner (come il Comune di Milano in questo caso) che ci permetterà, solo a Milano, anche di fare tornei cittadini e tour estivi. Senza dimenticare progetti di responsabilità sociale come NBA Care con corsi gratuiti ed attività come la ristrutturazione di parchi come accaduto a Quarto Oggiaro”.

Flavio Tranquillo, moderatore dell'interessante convegno

L’esperienza di Dan Peterson entra in scena: “Milano è una città di grande potenziale ma che ha bisogno di essere affiancata da partners, aziende, per migliorare l’attività di tanti impianti. Per i giovani molti stimoli passano molto attraverso emulazione, i miti. Il giocatore è un idolo, una fonte di ispirazione ma mancano proprio i posti dove praticare lo sport che i giovani sognano ed amano. Io sono il primo tifoso dell’Italia, vorrei vedere la scuola coinvolgere in modo totale i giovani, vorrei vedere nuovi posti a Milano dove poter fare sport soprattutto olimpici che daranno grandi possibilità di poter far crescere giovani potenziali campioni, campioni che daranno lustro all’Italia ai Giochi olimpici nel prossimo futuro così come spero accadrà quest’anno”.

La chiosa spetta a Federico Buffa che cerca di spiegare le difficoltà reali della situazione sport-impianti e sulle potenzialità della NBA: “Sono scettico su alcune cose dette sin ora guardando la realtà: il campo Colombo appena citato è stato teatro di un mio gol di testa nel 1978 che ha permesso al Liceo Manzoni di vincere il torneo ora è un ammasso di macerie, il campo di Kennedy, in onore di Jacklyn che lo inaugurò, non brilla per condizioni, molti sono gli esempi purtroppo di mancato connubio tra scuola e sport. Sino ad ora l’Italia ha avuto sempre grandissimi coach che capivano, a volte anche grazie ad una pura fatalità, il talento di tanti giovani campioni e campionesse che hanno regalato tante gioie allo sport italiano. La NBA è e resta un esempio unico, riesce ad organizzare eventi come la Fan Zone di piazza Duomo con 400mila bambini. Il tutto senza un giocatore, la NBA ha un margine di penetrazione che nè la lega basket e nemmeno la lega calcio possono avere. Sanno come toccare i gangli vitali, hanno profitti e brand impressionanti, è il miglior esercizio di marketing di tutto il pianeta”.