Il Prof. Maurizio Mondoni

Il Prof. Maurizio Mondoni

Dailybasket conclude oggi la pubblicazione del trattato realizzato dal Prof. Mondoni dal tema:

“Conosciamo lo spazio giocando a minibasket”

Leggi qui la prima parte

Leggi qui la seconda parte

 

Percezione e rappresentazione del movimento nello spazio

 

Il bambino inizialmente recepisce dati spaziali in rapporto all’ambiente (mondo esterno) e dati spaziali in rapporto al proprio corpo. Il meccanismo di regolazione che consente l’adattamento tra il soggetto e il suo ambiente è costituito da due processi complementari e concomitanti: l’assimilazione e l’accomodamento (o aggiustamento).

L’assimilazione è l’integrazione di ciò che è esterno alle strutture proprie del soggetto.

L’accomodamento è la trasformazione delle strutture proprie in funzione delle variazioni dell’ambiente esterno.

La percezione del movimento nello spazio avviene attraverso tutte le informazioni sensoriali ricevute dal mondo esterno e dal proprio corpo, le cui componenti sono cinestesiche, tattili, statico-dinamiche, ottiche, acustiche, etc.

Il movimento non è altro che un cambiamento di posizione di tutto il corpo o di una parte dello stesso, riferiti allo stato di quiete di ciò che lo circonda (spazio).

Sino a quando il bambino non è in grado di rappresentarsi correttamente lo spazio, non può nemmeno muoversi in lui in modo corretto e in funzione di uno scopo ben preciso.

Ciò aiuta l’Istruttore-Educatore a comprendere le difficoltà che i bambini incontrano nel prendere una palla al volo, nel lanciare la palla o un oggetto nella direzione voluta, nell’orientare il proprio corpo in situazioni dinamiche nuove e in altri termini, nell’apprendere un movimento nuovo.

Il processo di maturazione rappresentativo del movimento, segue quello della strutturazione spaziale.

La capacità di rappresentare mentalmente un movimento presuppone una rappresentazione visiva di carattere spaziale ed una rappresentazione cinestetica, che non è altro che la memoria dei movimenti eseguiti precedentemente (“cassetto della memoria”).

La memoria visiva è fondamentale per la costruzione di un qualsiasi schema motorio da attuare (camminare, correre, lanciare, ricevere, saltare, afferrare, etc.). La ripetizione del movimento consente al bambino di disporre di una serie di movimenti sempre più corretti, armonici ed economici. Compiere un movimento nello spazio significa essere in grado di trasferire a livello psichico una rappresentazione corretta dell’immagine che l’individuo possiede di se stesso (schema motorio) e dei rapporti tra il suo corpo e lo spazio esterno (schema spaziale).

 

Schema motorio e spazio

 

Lo schema motorio è la possibilità di movimento del proprio corpo e più schemi motori un bambino possiede, maggiori sono le sue possibilità di movimento nello spazio.

Praticamente è la conoscenza che ciascuno ha del proprio corpo, in situazioni statiche e dinamiche, nel rapporto delle diverse parti tra loro e nei rapporti con lo spazio circostante gli oggetti e le persone.

 

Lateralità e spazio

 

Per lateralità si intende l’utilizzo abituale e in forma privilegiata di un emisoma del corpo rispetto all’altro e per essere ancora più precisi, l’uso abituale di una mano, di un piede, di un orecchio, di un occhio, posti sul medesimo lato del corpo, oppure su lati differenti.

La sua strutturazione inizia dai primi mesi di vita e termina attorno ai 7-8 anni.

Nello spazio che lo circonda, il bambino a 7 anni distingue generalmente un lato destro e uno sinistro, ciò che è posto davanti e dietro, sopra e sotto, in relazione al proprio corpo.

Naturalmente tutto ciò permette al bambino di trasportare dette nozioni nel mondo degli oggetti e nel mondo degli altri (relatività dell’orientamento).

L’affermazione della lateralità e dell’orientamento spaziale, costituiscono grossi problemi per il bambino a 5-6-7 anni (per strada, in classe, in palestra).

La rappresentazione mentale della destra e della sinistra presuppone uno spazio proiettivo o euclideo; verso i 6-7 anni, quando il bambino avrà preso coscienza della differenza della sua destra e della sua sinistra (e l’avrà verbalizzata), potrà accedere ad uno spazio orientato a partire dal “corpo proprio”, moltiplicando le sue possibilità di azione.

La lateralizzazione permetterà al bambino di proiettare l’orientamento verso l’esterno e così facendo sarà favorita la direzionalità.

 

Relazione tra spazio e tempo

 

Il tempo non può essere considerato indipendentemente dallo spazio. Il movimento umano è un fenomeno che si svolge contemporaneamente nel tempo (durata e strutturazione temporale) e nello spazio (forma ed ampiezza).

Il saltare implica il controllo globale degli spostamenti del corpo e dei suoi segmenti nello spazio e nel tempo. Il bambino inizia a padroneggiare il rapporto spazio-tempo verso gli 8-9 anni, cioè quando riesce a trasferire le nozioni di destra e di sinistra negli altri e negli oggetti, indipendentemente dal proprio corpo.

La giusta percezione e la rappresentazione spazio-tempo, che implica ad esempio l’intercettamento della palla, oppure riceverla da un compagno, o il battere un avversario in palleggio, permettono di padroneggiare situazioni difficili e improvvise.

Tutto ciò è possibile grazie a tutte le esperienze motorie vissute (esercizi, giochi, gare), che possono essere trasferite (transfert) attraverso l’astrazione e la generalizzazione dell’esperienza stessa.

Le principali forme di movimento (camminare, correre, saltare, lanciare, ricevere, etc.) in relazione allo spazio e al tempo, si collegheranno tra loro se i movimenti presentati saranno combinati tra loro (correre e saltare, correre e lanciare, correre e ricevere).

 

Consigli, esercizi e giochi per la strutturazione dello spazio

 

Nel Minibasket, migliorare la percezione spaziale significa contribuire a migliorare la costruzione della conoscenza dei movimenti che il bambino può compiere il proprio corpo.

Esempi di esercizi-gioco:

 

–         manipolare attrezzi (palle e palloni di diverso tipo, bacchette, funicelle, ceppi, clavette, funicelle);

–         saper riconoscere ad occhi chiusi oggetti posti in un recipiente;

–         utilizzare stimoli differenti (visivi, uditivi, tattili);

–         far eseguire sul pavimento o sui tappeti rotolamenti, capovolte;

–         far percorrere (camminando, correndo) le linee perimetrali, le aree del campo di gioco;

–         giocare a coppie (da fermi e in movimento);

–         saltare nei cerchi in forma libera;

–         correre per lo spazio operativo (a tutto campo, in una metà campo, in spazi ridotti), cambiando direzione, senso, velocità e cercando di non urtare i compagni;

–         lo stesso esercizio, palleggiando con le mani (di dx e di sx);

–         giocare a bandiera, giocare a prendersi, giocare a “libero fermo”, a “guardia e ladri”;

–         palleggiare di dx e di sx a slalom tra i birilli (posti a distanze differenti);

–         saltare per toccare un oggetto sospeso in aria, idem saltando in basso, in lungo;

–         correre per lo spazio operativo, seguendo un ritmo musicale;

–         arrampicarsi sulla spalliera, sul quadro svedese, sulla fune, sulla pertica, sul plinto;

–         staffette, giochi di corsa, grandi giochi;

–         esercizi semplificati.

 

Conclusioni

 

La strutturazione dello spazio rappresenta sul piano intellettivo e motorio la base indispensabile per il bambino per passare dalla fase della coordinazione grezza del movimento a quella fine.

Il bambino, grazie all’utilizzo degli analizzatori recepisce gli stimoli che provengono dall’esterno, conosce lo spazio e gli oggetti in lui collocati e  successivamente si serve dei movimenti automatizzati per rappresentarsi lo spazio in cui si muove e associa questi orientamenti spazio-temporali ai movimenti; così facendo, arricchisce la sua coordinazione motoria con molte varianti.

 

Prof. Maurizio Mondoni