Mindaugas Balčiūnas

Le sue dichiarazioni al giornale “Musu Krepšinis” hanno fatto rumore. Mindaugas Balčiūnas, Segretario Generale della LKF (la federazione cestistica lituana, il cui presidente è Arvydas Sabonis), non le ha mandate a dire, parlando di schermaglie politiche tra FIBA World e FIBA Europe e di un desiderio di indebolire FIBA Europe, malgrado a capo della “casa madre” mondiale ci sia il francese Yvan Mainini.

A seguito delle dichiarazioni rilasciate al giornale lituano, di cui abbiamo parlato alcuni giorni fa, DailyBasket ha intervistato in esclusiva lo stesso Balčiūnas, che ha chiarito alcuni punti chiave del suo pensiero e ci ha detto cosa vorrebbe chiedere a coloro che dettano legge nelle “stanze dei bottoni” del basket globale.

Nell’intervista al “Musu Krepšinis” ha detto che il basket europeo meriterebbe un trattamento diverso da parte di FIBA World. Cosa intendeva?

Mi riferivo prima di tutto al Preolimpico (assegnato al Venezuela, ndr). Con quattro partecipanti europee ed i Giochi Olimpici in Europa, la scelta di un paese in un altro continente con fuso orario diverso, clima diverso e quindi doppio acclimatamento è difficile da comprendere per le squadre, i giocatori ed i tifosi. Inoltre, gran parte degli introiti dei diritti tv provengono dall’Europa e con le gare in orari notturni l’introito diminuisce. Non è denaro nostro, è denaro della FIBA, e di questi tempi bisognerebbe cercare di sfruttare queste opportunità.

In secondo luogo, dopo l’America del nord l’Europa è il continente più importante per la FIBA, basta paragonare il valore dei campionati europei a quelli di altri continenti per constatare la potenza del basket europeo sotto tutti gli aspetti. Ritengo quindi – e credo sia l’opinione di molti in Europa – che ci dovrebbero essere un dialogo ed un confronto più aperto tra FIBA World e FIBA Europe.

Vede qualcosa di politico dietro a questo atteggiamento?

Certo. Se si guarda al nuovo programma delle competizioni internazionali si può notare che il numero di Europei sarà dimezzato, con un solo torneo continentale per ogni quadriennio olimpico, e sapendo quanto gli Europei portano in termini economici non credo sia una buona decisione.

A chi vanno gli introiti degli Europei?

Questa domanda dovrebbe essere posta alla FIBA, ma per quanto ne so, almeno per gli Europei in Lituania, gli introiti sono andati alla FIBA. Ovviamente gli organizzatori locali possono guadagnare da sponsor e diritti televisivi applicando strategie di marketing come quelle applicate al calcio. Nel basket, però, le componenti più importanti sono le federazioni, perché organizzano i campionati fin da quelli giovanili, preparano i giocatori ed i club. Ora tutte le federazioni attraversano tempi duri ma non hanno possibilità di guadagno perché non hanno introiti dai diritti tv e pochissimo dai diritti di marketing. E mentre FIBA Europe organizza ogni anno da sei ad otto campionati giovanili e molti altri progetti, FIBA ne organizza due. Tutto questo dimostra che ci vorrebbe maggior dialogo tra le due organizzazioni, che si concentri sulle federazioni nazionali, su come aiutarle e non su come ostacolarle.

Cosa offriva la Lituania per il Preolimpico?

Tutto ciò che era richiesto. Abbiamo offerto 3,5 milioni di franchi svizzeri, un nuovo palasport da 17000 posti a Kaunas, i migliori hotel e tutto il necessario con il sostegno del Governo. Nel 2011 abbiamo ospitato quello che secondo molti paesi è stato il miglior Europeo di sempre, abbiamo un Comitato Esecutivo ed un partner che organizza eventi a livello internazionale. Per il basket mondiale sarebbe stato positivo per innalzare il valore dell’evento, e da questo avrebbe beneficiato prima di tutti FIBA World anche solo considerando i diritti tv.

Sono d’accordo sul fatto che il basket va sviluppato in tutti i continenti, ma come ho detto FIBA World dovrebbe pensare innanzitutto a squadre e giocatori. Le possibilità di infortuni in Venezuela aumenteranno, perché si cambieranno fuso e clima, oltre al viaggio di ritorno immediatamente precedente ai Giochi Olimpici, ammesso che ci si qualifichi. E va ancora peggio alle Nazionali asiatiche e oceaniche. Forse questi sono dettagli, ormai la decisione è presa e non abbiamo alternative, ma in futuro vorremmo si facesse più attenzione a piccoli ma importantissimi dettagli.

Yvan Mainini

Se avesse occasione di discuterne con loro, cosa chiederebbe al Presidente di FIBA World Mainini ed al Presidente di FIBA Europe Rafnsson?

Li rispettiamo entrambi, hanno fatto molto per il basket quand’erano presidenti delle federazioni nazionali. Vorrei chiedere loro di pensare come fare per dare di più alle federazioni, che stanno alla base del movimento cestistico e del suo sviluppo. In paesi piccoli come la Lituania è davvero difficile attrarre risorse sufficienti, sono tempi molto duri e ci aspettiamo di più dalle grandi organizzazioni.

Un’altra cosa che vorrei chiedere loro è di rendere il basket più unito. Ora ci sono molte componenti indipendenti come FIBA World, FIBA Europe, l’Eurolega, la NBA. Forse ci sono accordi e cooperazioni ma c’è bisogno di un sistema unito, che lavori congiuntamente. Abbiamo bisogno che le Nazionali giochino di più in casa e di poter avere più fonti di guadagno come i diritti tv. Comprendo che la FIBA voglia tenersi la fetta più grossa ma in alcune situazioni si dovrebbero dare maggiori possibilità alle federazioni locali. Ad esempio l’Eurolega ha un sistema per cui parte dei gli introiti dei diritti tv venduti in Lituania vanno ai club locali, Žalgiris e Lietuvos Rytas. Magari una piccola percentuale, ma dovrebbe essere sempre così, perché le federazioni devono poter beneficiare in qualche modo dell’attività nazionale, mentre ora il tutto si limita a spazi pubblicitari e sponsorizzazioni sulle canotte. Si può fare molto di più.