I festeggiamenti del CSKA campione di Russia 2012

UPS

CSKA Mosca: ventiquattro campionati sovietici ai quali ne vanno aggiunti altri diciannove russi.  Serve altro spazio nella capiente bacheca dell’ex squadra dell’Armata Rossa perché gli uomini di coach Kazlauskas hanno vinto il loro decimo scudetto consecutivo. In pratica una corsa solitaria in patria, dove i rossoblu corrono praticamente da soli, che si è decisa in una serie finale contro il Khimki risolta 3-0. Il Cska si conferma così ammazzacampionato (22 vittorie in 23 partite, play-off compresi) in un luogo, la Russia, dove la stagione è ormai da tempo troppo monotona. E l’occasione è quella giusta per salutare Ramunas Siskaukas, che dopo la delusione dei tiri liberi decisivi sbagliati nella finale di Eurolega contro l’Olympiacos si è consolato sollevando il suo ultimo trofeo. L’ultima partita della sua carriera si chiude con 12 punti (3/3 da 2, 2/4 da 3).

Bjelica in una spettacolare immagine con Dusko Ivanovic di spalle (foto solobasket.com)

Fernando San Emeterio e Nemanja Bjelica (ali, Caja Laboral Vitoria): per motivi diversi, queste due versatili ali stanno facendo volare il Caja Laboral quasi avessero beneficiato dell’arrivo del (quasi) pari ruolo Andrés Nocioni. Il Baskonia spazza via Bilbao in due partite anche grazie ai loro 20 punti, 11 rimbalzi, 2 assist, 4 recuperi, 2 stoppate e 14 falli subiti in gara1 (32 di valutazione complessiva) ed ai 30 punti, 12 rimbalzi, 2 assist, 4 recuperi e 8 falli subiti di gara2 (42 di valutazione). In questa stagione, il primo per diverse settimane è sembrato il cugino del “San Eme” apprezzato in passato, il secondo sembrava confermarsi incapace di competere ad alto livello in ACB; ora entrambi appaiono in gran forma, e Dusko Ivanovic, che avrà bisogno del contributo di tutti per sperare di tenere testa al Real Madrid in semifinale, può dormire sonni un po’ meno agitati.

David Hawkins

Beşiktaş: fuochi d’artificio sul Bosforo con il Besiktas che arrivata quarta al termine della stagione regolare strappa il pass per la finalissima grazie allo splendido 3-1 rifilato al Galatasaray, primatista in campionato e favorito per lo scudetto. Una serie quasi perfetta quella dei ragazzi di Ataman che hanno perso gara 1 per un punto e poi hanno sempre largheggiato in tutti gli altri incontri. Una menzione d’onore in questa serie va a David Hawkins, ex Rieti, Roma, Milano e Siena, che in gara 3 ha messo a segno 21 punti (3/6 da 2, 3/6 da 3, 6/6 ai liberi), catturato 7 rimbalzi e distribuito 2 assist, e poi si è ripetuto nella decisiva gara 4 dove di punti stavolta ne ha messi addirittura 24 (6/11 da 2, 3/7 da 3, 3/5 ai liberi) con 6 rimbalzi.

DOWNS

Fotis Katsikaris

Gescrap Bizkaia Bilbao: quanto è lontano il campionato scorso per Bilbao. La stagione in corso, in particolare nell’avventura europea, ha richiesto uno sforzo inusuale ai ragazzi di Fotis Katsikaris, che non sono riusciti a “ricaricare le pile” e presentarsi ai playoff con la stessa determinazione dell’anno scorso. Tuttavia, pur se la sconfitta in casa di gara2 è arrivata solo dopo un tempo supplementare, un’eliminazione per 2-0 al primo turno (peraltro contro i cugini del Baskonia) non è certo quello che avevano messo in preventivo nella capitale basca, dove si ritrovano ora a tirare le fila di una stagione avvincente ma solo in parte soddisfacente; e soprattutto una stagione in cui, nonostante l’esperienza maturata in Eurolega, il progetto sembra aver fatto qualche passo indietro, che sarà confermato qualora alcuni dei big dovessero partire.
Di certo non ha fatto una gran figura nemmeno Alicante, che contro il Barcelona è uscita con un sonoro “calcio nel sedere” da 57 punti di scarto nelle due gare. Va bene che il Barça è il Barça, ma il Lucentum avrebbe potuto onorare maggiormente i playoff evitando almeno una delle due pesanti scoppole.

Asvel Lyon-Villeurbanne: 13 vittorie e 17 sconfitte sono un ruolino di marcia drammatico per una delle grandi del basket d’Oltralpe. E il dodicesimo posto finale sta a significare che anche la soglia play-off è troppo lontana per salvare qualcosa di quanto è stato fatto. Per questo la dirigenza lionese, assieme al coach Pierre Vincent, hanno tirato le somme in maniera molto netta senza concedere alcuna attenuante. E dire che la stagione tra Rodano e Saona era partita con un grosso impegno societario e tanta curiosità per la presenza di Tony Parker e Ronny Turiaf.

Andrea Rizzi e Alessandro Petrini