Ettore Messina

Ettore Messina

Quando guardiamo una partita di Eurolega dobbiamo abituarci all’esercizio intellettuale di analizzare la provenienza geografica delle squadre che si stanno affrontando in campo. Per ognuna delle partecipanti al massimo campionato europeo, le trasferte e i ritmi della competizione si traducono in lunghi viaggi in aereo spesso estenuanti e possibilmente dannosi nei confronti della singola prestazione sportiva che, a volte, può valere l’intera stagione europea. Tra le squadre che più spesso devono fare i conti con questi problemi logistici, il CSKA di Ettore Messina è maestra nel cercare di diminuire al massimo l’impatto sui giocatori di questi problemi. Sul blog che Ettore Messina tiene su Gazzetta.it, il coach siciliano parla di quanto è difficile giocare una stagione europea: “tutte le trasferte vengono giocate all’incirca a mezzanotte orario di Mosca, dal punto di vista dei bio-ritmi, nonostante si cerchi di far riposare i giocatore e razionalizzare i carichi di lavoro, questo aspetto va ad influire eccome sul rendimento di un giocatore”. Messina sottolinea la grande professionalità dell’organizzazione del CSKA Mosca e il fondamentale aiuto che l’Eurolega fornisce a tutte le squadre per cercare di ammortizzare la fatica di giocare una competizione come questa: “Nonostante abbia la fortuna di far parte di una organizzazione di primo livello e l’Eurolega faccia il possibile per tenere in conto ogni aspetto logistico, per noi del CSKA la settimana di lavoro è veramente impegnativa e considerabile diversamente rispetto alle altre squadre europee”.

Insomma una competizione faticosa, dispendiosa, lunga ma, nonostante tutto, spettacolare e in grande crescita. Ettore Messina chiude guardando ai miglioramenti continui che vengono fatti nella lega: “Infatti ogni anno vengono fatti passi in avanti in questo campionato che comprende le migliori squadre d’Europa. Dal punto di vista organizzativo, dalla qualità degli arbritraggi, della comunicazione e non solo, anche dal punto di vista umanitario proprio con il programma di responsabilità sociale di One Team di cui anche noi del CSKA siamo orgogliosi di far parte”.

Ecco il testo del secondo contributo di Ettore Messina sul suo Blog su Gazzetta.it

Spesso mi viene chiesto cosa vuol dire affrontare un campionato europeo oltre che a quello nazionale. L’argomento è molto vasto ma sicuramente il carico di lavoro per staff e atleti è ciò che scandisce le giornate.

La stagione di Eurolega è una stagione impegnativa, la maggior parte dei club storici infatti, sono coinvolti in tournee internazionali per esempio negli Stati Uniti o in Cina come è capitato a me quando allenavo la Benetton.

Quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di giocare a Minneapoli e a San Antonio contro i Timberwolves e gli Spurs ed è esperienza veramente interessante che però ha come unico aspetto negativo quello di iniziare molto presto la stagione europea.
Spesso infatti,  i giocatori si riuniscono al resto della squadra oltre la metà di settembre reduci da campionati mondiali, europei o olimpiadi e subito dopo senza alcuna preparazione tecnica di squadra.
Per fare un esempio pratico, quest’anno la preparazione è stata fatta senza metà del roster. In passato quando le competizioni internazionali si disputavano tra fine giugno e inizio luglio, i giocatori potevano riposare in agosto e verso la fine del mese iniziare una preparazione che effettivamente poteva definirsi tale perchè veniva fatta con tutti i giocatori a disposizione.
Adesso invece i giocatori arrivano in corsa e quindi è tutto un quick fixing come dicono in America, cioè sistemare le cose al volo. Non è un caso l’aumento degli infortuni a cavallo di Dicembre e Gennaio quando i giocatori sono maggioramente a rischio perchè sono stati spremuti abbondantemente.

Per chi non lo sapesse il format della stagione di Eurolega è simile a quello di una competizione nazionale, ha un prologo nella cosidetta stagione regolare, una fase con 4 gruppi da 6 squadre che permette di delineare le migliori 16 squadre che si affronteranno dei due gironi della top 16.
Non nascondo che proprio la seconda fase è molto più emozionante ed interessante perchè permette di giocare 14 partite di altissimo livello contro squadre competitive ogni settimana.
Trovo che sia la perfetta preparazione per arrivare ai playoff. Cioè la terza fase, quella più dura che è il preambolo delle final four.

I playoff sono un discorso così complesso che mi piacerebbe affrontare nel mio terzo intervento, perchè sono una cosa a parte, una partita a scacchi in cui ogni mossa sbagliata può costare il risultato.

Nonostante abbia la fortuna di far parte di una organizzazione di primo livello e l’Eurolega faccia il possibile per tenere in conto ogni aspetto logistico, per noi del CSKA la settimana di lavoro è veramente impegnativa e considerabile diversamente rispetto alle altre squadre europee. Le 3 ore di differenza con quasi la totalità delle squadre rendono ogni aspetto differente nella programmazione dei microcicli settimanali. Immaginate infatti, che tutte le trasferte vengono giocate all’incirca a mezzanotte orario di Mosca, dal punto di vista dei bio-ritmi, nonostante si cerchi di far riposare i giocatore e razionalizzare i carichi di lavoro questo aspetto và ad influire eccome.
Noi generalmente quando giochiamo in trasferta viaggiamo il giorno prima della partita, facciamo l’ultimo allenamento a Mosca perchè i viaggi sono molto lunghi e poi affrontiamo le 3, 4, o 5 ore di volo che ci portano in casa degli avversari e ceniamo tutti insieme. Il mattino seguente sessione di tiro e rifinitura, pranzo e siesta fino al tip off della partita. Successivamente abbiamo giusto il tempo di cambiarci e partire subito alla volta di Mosca dove arriviamo praticamente sempre alle prime luci dell’alba o in mattinata. Dopo di che casa, riposo e la sera si torna in palestra per allenarsi perchè il giorno dopo è già tempo di prepararsi per la gara della lega VTB. Tutto ciò spalmato sull’intera stagione significa un dispendio di energie non indifferente, per questo motivo è necessario che i giocatori siano in grado di tener cura del proprio corpo ed una concentrazione elevatissima per diversi mesi.

Ma la stagione di Eurolega non significa solo partite, quello che è il dietro le quinte, che è intangibile è più grande di quello che vi aspettereste.

Infatti ogni anno vengono fatti passi in avanti in questo campionato che comprende le migliori squadre d’Europa. Dal punto di vista organizzativo, dalla qualità degli arbritraggi, della comunicazione e non solo, anche dal punto di vista umanitario proprio con il programma di responsabilità sociale di One Team di cui anche noi del CSKA siamo orgogliosi di far parte.

Tutto ciò da un senso di qualità e di appartenenza ad una organizzazione veramente di primo livello.

Da L’opinione di Coach Messina: La Stagione di Eurolega. Non solo partite


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