Un’altra edizione di Eurolega è stata lasciata alle spalle ed è tempo di mettere in ordine i vari pensieri che hanno accompagnato la massima competizione europea, in particolar modo nella tre giorni di Istanbul.

Si sono sfidate le stesse 4 della Final Four 2015, accoppiate nello stesso identico modo. La prima semifinale ha emesso una sentenza: il CSKA Mosca ha seri problemi con l’esame Olympiacos quando il gioco si fa duro. Quarta sconfitta in altrettanti confronti, per ciò che concerne la fase finale. Spanoulis è meglio di Teodosic? Sbagliato. Nel modo più assoluto. Il serbo ha disputato una grande gara, da vero protagonista. È mancato, però, l’apporto dei compagni, in particolar modo di Nando De Colo. Non uno qualunque, bensì il “doppio” MVP della passata stagione. Vassilis Spanoulis, invece, non ha avuto un grande impatto sulla gara per tre quarti, salvo poi prendere i suoi per mano nell’ultima frazione. La prova corale dei greci è stata davvero degna di nota con tante piccole cose che, messe insieme, hanno garantito la possibilità di accedere alla finale.
La grande prova di forza è arrivata anche dall’altra parte, dove i padroni di casa del Fenerbahce hanno dimostrato con poche parole e tanti fatti di essere la squadra più adatta per arrivare fino in fondo. Zelimir Obradovic potrebbe non disporre più di due dei suoi migliori giocatori il prossimo anno perché, se l’interesse oltreoceano non dovesse cambiare, Ekpe Udoh e Bogdan Bogdanovic sono destinati a sbarcare nella Lega. Per l’MVP dell’ultima Final Four sarebbe un ritorno, per il talentuoso serbo classe ’92 una prima volta, entrambi con tanti estimatori che troverebbero loro spazio nelle rotazioni.


Nove vittorie in sedici apparizioni alla fase finale. Lo score di Obradovic fa paura, così come ha fatto paura fin da subito il Fener contro l’Olympiacos. Partenza super, complice Jan Vesely e il suo atletismo a tratti spropositato, ed il pubblico turco sembra essere il sesto uomo in campo, anche se ad una squadra così servono ben pochi aiuti per centrare l’obiettivo.
Certe dinamiche restano identiche a quelle proposte in semifinale, dove i greci sono stati più che bravi nel restare attaccati, talvolta a distanza, al CSKA, e lo stesso viene fatto contro la banda di Obradovic. Turchi che, però, mostrano più solidità e rotazioni di livello assoluto, trascinati da Ekpe Udoh e Nikola Kalinic, i due veri MVP della manifestazione. Di premio se ne può conferire uno solo e, quindi, il primo è stato eletto miglior giocatore della Final Four. Con grande merito. Nel corso degli ultimi 3 anni, in più di una situazione ci si è chiesti il perché di tanta fiducia di Obradovic nei confronti di Kalinic. Sempre grande apporto nella metà campo difensiva, ma in attacco non sempre è riuscito a gestire in modo accettabile i tanti minuti concessigli. Ora, il cerchio si è chiuso, con una batteria di giocatori che possono dimostrarsi, al massimo del loro potenziale, il miglior attacco e la miglior difesa in Europa.
La scelta di Gigi Datome, di tornare nel Vecchio Continente e accettare la proposta del Fener, è stata premiata. Giocatore più che apprezzato ad Istanbul e in Turchia, dopo un’annata positiva solo in parte è stato in grado di mettere sul parquet una prova di grande maturità, senza strafare e rendendosi mortifero da oltre l’arco.

New player for playoffs 😂😂 @gigidatome

Un post condiviso da Antic Pero Official Instagram (@cickostoilko) in data:

Si tratta anche della terza Eurolega vinta anche per Kostas Sloukas, che è stato ben lontano dai riflettori e che non ha fornito prestazioni da protagonista, ma che di sicuro ha gestito la cabina di regia come pochi sanno fare in Europa.
Nel corso della stagione, nessuno è stato in grado di stare ai ritmi di Sergio Llull, autentico mattatore in Liga ed in Eurolega, ma sul più bello è sembrato formarsi il deserto intorno a lui, tornando a casa da Istanbul con il trofeo di MVP della regular season. E nulla di più.
Torna a casa, se così si può dire, con qualche capello in meno il capitano azzurro. Forse è vero che non mostra il carisma del condottiere, ma la sua leadership silenziosa tende ad essere spesso e volentieri molto efficace.
In estate, come sempre, qualcosa si muoverà. Oltreoceano si stanno già muovendo per mettere le mani sui protagonisti dell’ultima Eurolega e, ovviamente, qualcuno deciderà di restare nel Vecchio Continente, nel tentativo di “essere qualcuno” qui piuttosto che “essere uno dei tanti” nella Lega.


Il concetto si può tranquillamente ribaltare, con alcuni giocatori NBA che faranno il viaggio inverso, per rilanciarsi ai massimi livelli. Sarà molto interessante osservare come le varie squadre si rinforzeranno, con un Nicolò Melli che, stando alle parole di Maurizio Gherardini, non volerà verso Istanbul, ma che resta pur sempre un elemento più che appetibile, sia in Eurolega che negli States.
È stata una grande stagione, la prima volta del nuovo format da “Super Lega”, e ci aspettiamo lo stesso da ottobre in poi. Il Fenerbahce è campione, per quello che è il primo successo di una turca, per di più in casa propria. Proprio come fece nel 2015 il Real Madrid, al Barclaycard Center.

Per continuare l’elenco delle “somiglianze” con l’edizione di due anni fa…