Marcelo Huertas, MVP dell’esordio brasiliano

Brasile – Australia 75-71

Il letargo era iniziato ad Atlanta ’96, quando ancora nella Seleçao spopolava Oscar Schmidt, attorniato da comprimari come Josuel, Pipoka e Demetrius. Ora però il risveglio è iniziato con la ‘Generazione 80’ sotto la guida anomala di coach Ruben Magnano, olimpionico sì ma con l’odiata Argentina di Ginobili e Scola. E nel 75-71 con cui il Brasile ha aperto gli occhi a Londra 2012 contro l’Australia, c’è tutta l’impronta del tecnico argentino. La sua missione, solo abbozzata ai Mondiali di Turchia 2010, è quella di insegnare ai brasiliani a soffrire, a dimenticare la mentalità leggera e a imparare anche a reagire quando la partita ha ancora margini di risoluzione. E tutto questo si è materializzato alla Basketball Arena di Stratford.
In questo percorso, specie alla prima partita del torneo, è anche ammissibile un momento di smarrimento, o almeno della ricerca di equilibri e correttivi: ecco che quindi, dopo l’avvio di marca ‘aussie’, coach Magnano pesca dalla panchina le risorse utili a cambiare l’atteggiamento in campo. In luogo di un Tiago Splitter non incisivo al tiro, entra un cambio di lusso come Nene Hilario, che mette in area quella carica energetica che non è nelle corde del pivot di S.Antonio. All’allungo australiano (12-7) che porta la firma degli europei Joe Ingles e Matt Nielsen, la Seleçao risponde con un paio di buone iniziative di Guilherme Giovannoni, che consentono una chiusura decente con il minimo svantaggio (19-20).
L’Australia non riceve il miglior supporto da David Andersen, e il suo rivale Anderson Varejao ne approfitta per rubare nei pressi del canestro i punti del primo sorpasso brasiliano (24-25), nell’ambito di un mini-break che accende i primi allarmi nella mente di coach Brett Brown. Il suo antagonista invece si permette il lusso di strigliare per un paio di minuti il suo play titolare Marcelinho Huertas, schierando Larry Taylor, il primo oriundo nella storia dela basket brasiliano. Questa sosta forzata del regista del Barça sarà un prezioso investimento per il prosieguo della gara. Infatti, all’intervallo l’Australia ha ancora la testa avanti (36-35), ma con le avvisaglie di quello che sarà il cambio d’inerzia nella seconda metà.
E’ nel terzo periodo che si gioca il momento più importante della sfida: il Brasile, rimesso in pista un decente Leandro Barbosa e con uno schieramento prettamente difensivo che mette Alex Garcia a braccare i tiratori australiani, mette a frutto tutto il suo potenziale atletico per piazzare il break cruciale (16-4). La palla della partita è rubata da Marcelo Huertas dalle mani di Patrick Mills, con il susseguente fallo antisportivo che eleva il vantaggio sul 44-37, sulle ali del quale il Brasile si immola verso un +13 (52-39) di assoluta sicurezza.
Illudersi, però, è l’errore tipico della mentalità brasiliana, e gli otto punti consecutivi di David Andersen trafiggono come un brivido la spina dorsale dei brasiliani in chiusura di terzo periodo (56-49)
Si rivedono quindi le immagini del testa-a-testa dei due fuggitivi della prova ciclistica di ieri, in cui chi si sente più forte nello sprint vuole restare davanti per controllare le mosse dell’avversario. L’Australia torna sotto di 10 (61-51) a 7′ dal termine ma la coppia Andersen-Ingles gioca pesante (tre triple in quattro azioni) e si prepara a giocarsi le chances partendo dal 67-62 negli ultimi 3 minuti. E’ però un margine che il Brasile mantiene con inusuale freddezza sull’asse Huertas-Varejao. Ingles spara le ultime cartucce, ma quando Barbosa commette due banalità terribili all’ingresso dell’ultimo minuto, coach Magnano lo toglie e inizia le preghiere. Un miracolo invocato e materializzato da Marcelo Huertas che trasforma i due liberi decisivi a 5″ dalla sirena (75-71) su fallo di Mills. I due tentativi a vuoto di Ingles non cambiano i termini della sfida; l’Australia sarà costretta già da martedì alla missione impossibile contro la Spagna, per evitare a tutti i costi il quarto posto del girone.
Brasile: L. Barbosa 16, M.Huertas 15, A.Varejao 12. Rim (28): Splitter, Hilario e Varejao 7. Ass (13): M.Huertas 10
Australia: P.Mills 20, J.Ingles 15, D.Andersen 14. Rim (41) D.Andersen 8. Ass (14): P.Mills e M.Nielsen 4