LeBron James (Photo by Mike Ehrmann/Getty Images)

LeBron James (Photo by Mike Ehrmann/Getty Images)

Dopo il 4-0 rifilato ai Bobcats nel 1° turno, Miami si è portata sul 2-0 contro i Nets confermando il suo percorso netto fin qui nei playoffs. E’ l’unica squadra imbattuta in questa postseason e la definizione di squadra è quantomai azzeccata dopo aver visto gara-2, in cui gli Heat hanno dimostrato di essere non solo i “Big Three”. Certo, avere LeBron James è sempre un lusso di cui gli altri non possono beneficiare ma anche l’impatto di Bosh e Wade e quello dal peso specifico ancora più elevato di Chalmers e Allen è stato fondamentale per permettere a Spoelstra di sbrogliare una matassa non semplice. Gli Heat hanno fatto molta fatica all’inizio (1/8 da tre nel 1° quarto), sono stati costretti a lungo ad inseguire gli uomini di Kidd, che hanno trovato nel caldissimo Teletovic l’inatteso uomo chiave, e sono riusciti a sorpassare solo con la tripla di Allen sul finire del 3° quarto. Nei Nets nuovamente spettatori di una prova sottotono di Garnett, è mancato totalmente Deron Williams ma ha pesato parecchio anche qualche errore di troppo nella gestione del pallone e nella tenuta a rimbalzo nella ripresa.

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L’alternanza James-Wade-Bosh. I “Big Three” hanno dato l’impressione di scegliere i momenti in cui entrare in scena. Bosh e James hanno inciso soprattutto nel 2° e nel 3° quarto rispettivamente, mentre Wade si è acceso maggiormente nel 4° periodo. Insieme hanno confezionato 54 punti, 17 rimbalzi e 10 assist.

Ray Allen. Triple pesanti come macigni (3/5 da tre), in una serata da 13 punti e 5/8 complessivo. Riesce a non subire in difesa e cattura ben 8 rimbalzi (massimo in carriera nei playoffs). Dopo un primo turno marginale, in questa serie sta incidendo davvero: dopo 2 gare, viaggia a 16 e 6 rimbalzi di media col 58.3% da tre.

Mirza Teletovic. Ne mette 15 nel solo 1° tempo, finisce a 20 non riuscendo a ripetersi in pieno nella ripresa. Ma la sua prova balistica, che lo vede tirare senza paura praticamente da tutte le posizioni, è una delle chiavi della grande partenza dei Nets, che non casualmente conducono per l’intera prima frazione e, solo grazie a 8 punti in fila di James, vanno al riposo lungo con un misero +1. Alla fine 7/12 totale su azione, con 6/9 da tre. E’ una prova da career-high nei playoffs, le 6 triple sono record di franchigia eguagliato.

DOWNS

Deron Williams. Ha nelle mani buona parte del destino dei Nets, ma stavolta stecca. E per la prima volta in carriera nei playoffs finisce senza punti, conseguenza di uno 0/9 da brividi, che non può essere compensato dai 7 rimbalzi e dai 6 assist. Troppa la sua importanza, troppo grave la sua assenza, ben misurata dal -18 che Brooklyn incassa con lui sul parquet.

Kevin Garnett. D’accordo i 12 rimbalzi, ma, ricordando il giocatore dominante degli anni migliori, sportivamente dispiace vederlo diventare il punto debole offensivo della propria squadra. Finisce a 2/8 dal campo. Vistosamente in declino, tanto da indurre la difesa degli Heat a lasciargli spazi per concentrarsi maggiormente sul perimetro.