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Di Matt Bonner e del suo amore per la musica avevamo diffusamente parlato tempo fa. L’avevamo presentato come la “mosca rossa” del mondo Nba, l’unico (o uno dei pochissimi) a scostarsi dall’immaginario hip-hop che caratterizza l’ambiente pro americano.

Evidentemente, però, il buon Matt, dopo quasi un decennio a San Antonio, è riuscito a contagiare un minimo anche il solitamente austero ambiente Spurs. Tanto da riuscire a far indossare al “burbero” Kawhi Leonard una maglietta dei Rush. Per un sorriso, aspettiamo ancora un po’.

Matt Bonner, Aron Bayner, Kawhi Leonard, Patty Mills. E Coyote, la mascotte degli Speroni. Questi i membri degli Spuran Spuran, che si ritrovano in quella che chiamano la “San Antonio School of Rock”.

Due video, lanciati a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Prima quello di lancio, che ripercorre 50 anni di musica rock. Parrucca castana e fascia rossa in testa, Matt diventa “Bonner Jovi” e finisce a dividere il microfono con un Aron “Head Banger” Baynes in versione Kiss. Poi c’è l’Mvp delle ultime Finals, Kawhi Leonard, col nickname di (quasi…) Clashiana memoria “I fought the claw and the claw won” che confessa di essere cresciuto guardando a Keith Moon e Lars Ulrich. Scommetto un cinquantino sul fatto che non abbia mai sentito parlare di questi prima di girare il video. E poi Patty Mills, che giocando sulla sua australianità si fa chiamare “Aussie Osbourne” ed imbraccia l’ukulele, che è anche una delle passioni che lo legano profondamente alle sue origini aborigene.

La chicca, però, gli Spurs (su suggerimento di Bonner, metto un altro cinquantino qua) la tirano fuori nel sottofondo musicale, regalandoci un mash-up dei Bodega Girls. Band nascosta nell’underground di Boston, mescolano rock, elettronica e beat afro in un tourbillon irresistibile, danzereccio, catchy. Il gruppo dal Massachusetts aveva raggiunto il successo commerciale nel 2012 con il singolo “Surf’s Up America”, prodotto dalla Converse nell’ambito de progetto Rubber Tracks, che il noto brand dedica a band emergenti in cerca di una produzione. Il risultato fu questo qua:

Per il loro singolo di debutto, però, gli Spuran Spuran scelgono qualcosa di molto più trash: sempre in abiti 80s, gli stessi del teaser di cui sopra (tranne Mills in tenuta Prince-esca), i nostri si buttano sulla cover del jingle di Tim & Eric, coppia di comici americana, “Sports”. Che si trasforma, molto semplicemente, in “Spurs”:

L’originale era questo:

Bonner accompagna alla chitarra gli assoli mirabolanti alla keytar di Mills e Baynes, mentre Coyote diluisce sulle tastiere il sorprendente (…) drumming di Kawhi Leonard. Una micro-comparsata la fa anche il nostro Marco Belinelli, che compare tra i minivideo-spot che svelano in realtà il proposito promozionale dell’operazione: quella di fornire un’immagine diversa, più irriverente e leggera, della galassia Spurs.

I Dallas Mavericks, su questo fronte, hanno segnato la via. Il video in cui Nowitzki & co. interpretano a modo loro “What do the Mavs say?” è ormai nell’empireo degli ineguagliabili:

Riuscirà Bonner a portare gli Spurs a queste vette?