09 giugno 2012, 8:52 Dailybasket
USA – ITALIA 1-0
Boston: A pochi secondi dalla fine di gara6, sotto di 10 punti e con la prospettiva di tornare a Miami per una gara7 che riporta il pronostico a favore degli Heat, TUTTO il pubblico del TD Garden era in piedi ad applaudire e cantare “let’s go Celtics”.
ESPN: subito dopo gara6 lo studio con Chris Broussard, Magic Johnson e Jon Barry per commentare la partita. Tutti si sbilanciano in pronostici (lo hanno fatto dall’inizio dei playoff, sbagliando spesso e prendendosi vicendevolmente in giro per questo) criticano ed elogiano giocatori di questa o quella squadra con la certezza che, tra chi li ascolta davanti alla tv, nessuno si sognerebbe di tacciarli di essere tifosi o denigratori di una delle formazioni giudicate. O meglio, tutti sanno che Magic è un grande amico di Pat Riley, ovvero del presidente degli Heat. Ovvio quindi pensare che Johnson sarebbe felice di vedere Miami in finale, e magari anche campione. Ma questo non significa che i tifosi di Boston aspettino Magic al varco per coprirlo di insulti; rispettano le preferenze di Johnson, magari non lo amano ma lo lasciano lavorare in pace.
Oggi inizia la serie di finale fra Siena e Milano. Mi piacerebbe tanto essere smentita, ma mi sembra improbabile che il pubblico del Palaestra, così come quello del Forum, possa alzarsi ad applaudire e cantare in caso di sconfitta della squadra di casa. E sono invece sicura (per esperienza personale) che qualunque giudizio, per quanto edulcorato, venga emesso da chi commenta verrà fatto oggetto di studi che neanche l’inquisizione, per trovare il modo di attribuire una faziosità a chi non ha il minimo interesse per fare il tifo. E il bello è che l’accusa, da parte di qualunque fazione, è sempre quella di tifare “contro”. Come nasce? Semplice: se non dichiari scandalosa ogni decisione arbitrale avversa alla squadra del cuore di chi ti ascolta, sei “contro”. Se non ritieni paradisiaco ogni movimento di un giocatore e ignobile quello del suo avversario diretto sei “contro” . Se ti esalti per una schiacciata, un no-look, una stoppata effettuata dall’avversario sei “contro”.
Noi giornalisti siamo stati accusati spesso di essere “buonisti”, poco incisivi, poco inclini a prendere posizione nei nostri commenti. Probabilmente è anche vero, ma secondo voi è plausibile che ogni minimo giudizio debba essere catalogato “pro” o “contro” rendendo automaticamente chi lo emette degno di idolatria o di sbadilata di fango? Deve per forza esserci una barricata? Siamo così poveri in cultura sportiva da non riuscire a credere che qualcuno guardi una partita solo perché gli piace lo sport e non perché vuole veder vincere una squadra o peggio vuole veder perdere una squadra?
Una partita, una gara di playoff, una finale; momenti di bellezza di un gioco meraviglioso, che solo per come si evolve puo’ regalare emozioni interminabili. Peccato limitarle guardando le partite solo “pro” o “contro” . E’ come avere un binocolo e chiudere un occhio. “let’s go basket….”
PAOLA ELLISSE
Dailybasket