PAGELLE BRINDISI

Banks 7,5 ( 24 punti, 4 rimbalzi, 4 assist, 4 palle recuperate, 23 di valutazione): Al 5 gennaio 2019 la migliore partita della seconda esperienza brindisina dell’ex Varese e Avellino e Maccabi, una prestazione davvero a tutto tondo in cui fa tutto, dal segnare al rubare palloni e a servirli per i compagni a canestro. I compagni negli ultimi dieci minuti in cui è in campo lo cercano spesso e con fiducia, ma tanto sbattersi comporta un maggiore consumo di energie che nelle ultimi palpitanti azioni lo fa perdere di lucidità, ma non si tira indietro quando nonostante tutto è lui a prendersi la briga dell’ultimissimo tiro, che la bravura della difesa avversaria lo fa sbagliare e non di poco. Ispettore Gadget.

Banks a soli 3 punti dal season high stagionale(foto di Gianluca [email protected])

Zanelli 6,5+ ( 9 punti, 2 assist): Le feste natalizie hanno portato due graditi graditi! Se sotto Capodanno Wojchechowski ha disputato una gara gagliarda contro Trieste, il giovane play della Happy Casa il giorno della Befana è tra i migliori dei suoi per voglia e carica. Da tiratore consumato l’azione da 3+1 nel secondo quarto quando Avellino prova a riscappare, unito ciò a una prova in cui è molto più dentro il gioco. Ci sono ancora alcuni errori di letture offensive, ma la strada è quella giusta. Il figliol prodigo.

Chappell 6,5 ( 14 punti, 6 rimbalzi, 1 assist): Gran parte dei giocatori di Avellino è formata da omaccioni grandi, grossi e neri, ma lui da questo punto di vista non si scompone e non disdegna di fare a sportellate con loro sotto le plance e in fase difensiva la sufficienza è più che piena. Molto bravo a farsi trovare pronto a canestro, meno nel tiro da tre dove è fra i tanti a sparacchiare a salve (0/4). Perde smalto nell’ultimo quarto, lasciando solo Banks nel suo predicare nel deserto. Ci vuole un fisico bestiale.

Brown 6 ( 8 punti, 3 rimbalzi, 2 assist): Così come per Moraschini a cui si rimanda nella di lui pagella, molto spesso ci sono i sentori, le avvisaglie, che le cose non andranno per il meglio. Contro un centro così massiccio come Young, il suo classico movimento vicino al canestro con avvitamento e tiro in sospensione sarebbe potuto essere ancora più utile e letale del solito, ma stavolta già dai primi tiri che il ferro sputava invece di accogliere a sé si capiva che la vittoria poteva, anzi non sarebbe arrivata. Ha una fiammata di orgoglio e talento nel finire di secondo quarto quando segna 7 dei suoi 8 punti, e poi solo 1 nei restanti periodi, descrivendo dunque una partita non tra le sue peggiori, ma di certo ne ha giocate tante migliori di questa. Spegni e riaccendi.

Wojciechowski 6 ( 4 punti, 4 rimbalzi): Non così scintillante come contro Trieste, ma lo stesso una prova apprezzabile per poter fare riposare Brown. Dai,dai!

Gaffney 5 ( 4 punti, 4 rimbalzi, 1 assist): Nelle ultime tre sconfitte casalinghe di Brindisi lui era deputato a limitare Aguilar, Aldridge e Green. Vi dicono nulla questi nomi?  Tre indizi formano una prova di come può succedere che non entri mai in partita, e questo tende dunque a cancellare ad esempio le belle prove contro Bologna e Trieste e a fare mugugnare il tifoso che da lui si aspetta tanto. Per le prossime volte, meglio più partite da 6 striminzito che 1 da 7 e poi due da 5 come quest’ultima (che, poi, facendo la media, non esce nemmeno 6 pieno). Tu provaci ancora Tony!

Rush 5 (2 punti, 4 rimbalzi, 1 assist): Una stoppata imperiosa su Filloy e poi nulla di importante da segnalare. Il suo december horribilis prosegue pure in gennaio, non rendendolo più un fattore dalla panchina come Moraschini. Indice ER1 in ribasso.

Moraschini 5- ( 3 punti, 3 rimbalzi, 2 assist): Fa veramente specie mettere come peggiore della Happy Casa il suo giocatore più clutch del girone di andata, ma oggi non è proprio la sua giornata. L’energia e la determinazione è sempre la medesima, ma un tiro può non entrarti per sfiga, un altro pure, ma se poi sono undici su dodici vuol dire che non è affatto giornata. Anche in fase difensiva e di interdizione si fa sfuggire dei palloni non proprio da lui. In fin dei conti, una partita semplicemente da dimenticare. Riccardino Paperino.

Coach Vitucci 6: Seconda partita in casa contro una squadra di alta classifica con valutazione totale uguale o quasi ma seconda sconfitta, ma può solo recriminare per le rotazioni ridotte che hanno portato la squadra a non essere più lucida nel rush finale. Può il nuovo arrivo risolvere la faccenda, visto che il nome che dovrebbe essere ufficializzato è una guardia/ala tiratrice con anche qualche annoso problema fisico e invece si necessitava di un play? Resta comunque sempre quella convinzione che se la squadra fosse più cinica in attacco, così come lo è in difesa , si parlerebbe di Brindisi come una seconda Varese. Fatto (loro) 68, non abbiamo fatto 71.

(Pagella scritta prima della brutta sconfitta di Varese contro l’ultima in classifica Pistoia)

PAGELLE AVELLINO

Green 7,5 (18 punti,8 rimbalzi,4 assist, 2 palle recuperate,24 di valutazione): Nel primo tempo non sembra neppure lui e non essendo entrato del tutto in partita ha persino remore ad attaccare il ferro, curioso per un lungo che viaggia con quasi  16 punti di media ad allacciata di scarpa, e nonostante tutto il canestro che manda Avellino al riposo lungo sul -3 piuttosto che -5 è frutto di assoluta bravura. È invece determinante nel secondo quarto con 13 punti su 18 totali, e fra di essi debbono essere ricordati i sei che infila su due triple consecutive fotocopia (sulla seconda grossa responsabilità di Gaffney che non lo contrasta a dovere) che tanto ricordano i suoi tempi a Sassari, nei quali gli scattanti esterni raddoppiati lo trovavano pronto e libero a sparare da lontano, e che impediscono di fatto a Brindisi di scappare nel terzo quarto. Lanterna verde.

Sykes 6,5 (16 punti, 4 rimbalzi, 2 assist): Il secondo tempo per efficacia e difficoltà a marcarsi è ascrivibile alla sua partita da 41 di valutazione contro Milano, poi cala alla distanza nei tempini successivi. Folletto* ingolfato.

Young 6,5 (8 punti, 10 rimbalzi, 2 schiacciate): Come era facile, anzi banale, aspettarsi col suo fisico limita molto il più smilzo Brown che nella serata non riesce neanche a rifugiarsi nel tiro dalla media rimarcando dunque maggiormente lo strapotere del centro avellinese. La potenza è però nulla senza il controllo, e la troppa foga lo fa incappare in falli prematuri che ne limitano molto il minutaggio e l’apporto alla gara. Elefante nella cristalleria.

Nichols 6,5 (16 punti, 5 rimbalzi, 3 assist): Le sue giocate nel primo e secondo quarto raggelano il già non molto caloroso tifo brindisino ancor di più del clima di questo rigido gennaio fuori al Palapentassuglia. Meno visibile negli altri quarti , ma rimane prezioso come catalizzatore di falli avversari (6, quanti Green) e in un match in cui Avellino è potuta andare in lunetta per 15 liberi contro i soli 6 di Brindisi anche questo è stato un importante fattore. Cecchino imboscato.

Filloy 5 (7 punti, 3 rimbalzi, 2 assist): 31 minuti sul campo incolori, ove non c’è né feeling col canestro ( 3/13, nessun canestro da tre su cinque tentativi) e neanche garra sudamericana in dosi apprezzabili. Don’t cry for me, Argentina.

D’Ercole 5 (3 punti, 1 rimbalzo, 2 assist): Dà prova della sua presenza sul parquet solo con la bella tripla del 21-25. L’unica fatica D’Ercole.

Campani 5- (2 punti, 2 rimbalzi, 1 assist): La sua gara fa maledire al coach ogni singolo fallo commesso da Young, ovvero il motivo per cui è sceso in campo. Campani a morto.

Curioso come insieme a un Green che gioca per una formazione in casacca verde, ci sia un Campani che militi in una società campana ( Foto Alessandro Montanari 2015 )

Campogrande s.v.

Spizzichini (1 assist) s.v.

Coach Vucinic 6,5: Continua il momento di forma di Avellino che conquista due ottimi punti in vista Final 8 sul campo di una Brindisi sulle ali dell’entusiasmo della bella vittoria contro Trieste, e in una contesa ben più drammatica e tesa di quanto possa apparire a una occhiata superficiale. Un appunto: in conferenza stampa, con i giocatori di cui può disporre, nel suo inglese scolastico non può affermare che Brindisi è una squadra fisica! Sarebbe come un presidente di una grande azienda che dall’alto del suo Ferrari si lamenta che i propri quadri spendano il loro stipendio per acquistarsi una Alfa Romeo, magari pure di seconda mano. Sulla cresta dell’onda.

*Nel duplice significato di piccolino,rapido e del nome del famoso aspirapolvere.