FIAT TORINO-ALMA TRIESTE 86-74 (24-22, 46-37, 61-61)

PALAVELA, via Ventimiglia 145 – Torino, citofonare FIAT Auxilium, da sabato sera vi risponderà la squadra. Anche se dal sito della Legabasket, per l’acquisto dei biglietti si rimandava ad un fantomatico evento al PalaRuffini, gli appassionati non si sono fatti confondere le idee e in 4816 hanno assistito alla prima vittoria di Torino nella nuova casa.

Al taglio del nastro di mercoledì sera, gli euro ospiti del Mornar Bar, non avevano dato spazio ai padroni di casa, ma, fortunatamente, la prova era stata seguita da pochi intimi e si poteva rimandare l’esordio con la prima casalinga in campionato.

Sabato sera, quale occasione migliore per riunire tutti, amici, famiglie, tifosi ed appassionati per presentare il gioiellino del Palavela ai torinesi.

Cittadini e Cusin ([email protected] fotoracconti.it)

In effetti la location è splendida e l’organizzazione in questi tre giorni si è data da fare per alcune migliorie che abbiamo apprezzato.

Il cubo segnapunti a soffitto ha cambiato grafica e al posto di una sbiadita vista da una telecamera puntata sul display ora si può osservare una rappresentazione digitale di cronometro e punteggio. Da migliorare soltanto l’aggiornamento dei punti personali dei giocatori che non sempre risultano corretti.

Anche i tabelloni luminosi negli angoli del campo sono ora più visibili e più ricchi di informazioni.

Entrando in salotto, troviamo molta gente seduta sui divanetti, questi, in coppa, erano rimasti vuoti ed intonsi. Assistere alla partita da così vicino è sicuramente un privilegio ed una comodità. Tuttavia dopo poco ci accorgiamo che su una porzione del lato corto di fondocampo la vista è ostruita dai cronisti di Eurosport, in mezzo c’è il supporto del tabellone e l’unica parte che permette di sbirciare il campo è quella destra. Diciamo, belli i primi piani delle schiene degli arbitri e dei giocatori che effettuano le rimesse dalla linea laterale, per il resto un posto sugli spalti offre una migliore visuale.

Anche nuovi accessori arricchiscono l’impianto; prima dell’inizio dell’incontro salgono sotto il soffitto i numeri delle maglie n.11 di Darryl Dawkins e n.7 di Luciano Vendemini e in mezzo a loro lo striscione che ricorda la vittoria in Coppa Italia della passata stagione, un pezzo di arredamento in attesa di nuovi successi.

Cronaca della partita:

Primo quarto di leggera supremazia torinese di fronte alla zona triestina, con l’Alma che al 4° minuto è già gravata di 3 falli di squadra.

La Fiat chiude il tempo con un +2 e un buon rendimento realizzativo, anche se Trieste al 7° era riuscita, anche, a mettere il naso avanti sul 11-13.

Nel secondo quarto inizia l’altalena di parziali e ribaltamenti, che durerà fino al termine del terzo quarto. Si parte dal 24-24 per passare con un 6-0 sul 30-24, è poi la volta dell’Alma, 0-6 e nuova parità. Torino infila un 9-0 e siamo a 39-30, ribatte Trieste, 0-7 e punteggio sul 39-37. Per chiudere il quarto e andare al riposto, la Fiat fa 7-0 ribadendo il suo massimo vantaggio con un 46-37.

Alla ripresa è il momento migliore di Trieste, che pareggia al 5° minuto sul 48-48 e allunga con il massimo vantaggio di serata 50-53. Si apre però un periodo di nuovo blackout per gli ospiti e Poeta e compagni con un 11-0 si riportano in vantaggio sul 61-53. Per i padroni di casa sembra fatta, invece, l’Alma mai doma chiude il tempo sul 61-61.

Dopo questi lunghi preliminari, si ricomincia da capo. Fino a questo momento nessuna delle due squadre ha dimostrato la giusta concentrazione.

La partita si decide a 6 minuti dallo scadere, Torino infila tre triple seguite da un recupero di Poeta fermato con un fallo antisportivo. Il capitano dei giallo-blu infila i due liberi e Wilson realizza dopo la rimessa; siamo al massimo vantaggio Fiat +14 sul 80-66. Nel finale Trieste lima il divario, ma Torino incassa i 2 punti.

Buone le prove di Carr e Rudd per Torino e Cavaliero e Strautins per Trieste; su tutti la palma di MVP a Jamil Wilson autore di 14 punti, 9 nel decisivo quarto finale, con anche 8 rimbalzi.

(a cura di Giorgio Barbasio)