20 giugno 2012, 15:41 Savino Paolella
Appassionati di basket, questa volta rivolgiamo l’obiettivo fotografico verso noi stessi, verso i fotografi e il frutto del nostro lavoro.
Che si tratti di un magazine cartaceo o di un sito web, da chi parla di sport e di basket in particolare ci si aspetta competenza e professionalità. Ci aspettiamo articoli scritti in italiano corretto, da chi conosce lo sport, scritti in modo da interessare il lettore e portarlo a leggere fino in fondo, e magari a pensare “però, scrive bene questo qui…” e poi cercare il nome dell’autore, per leggere altri suoi scritti alla prossima occasione.
E per la fotografia? E’ la stessa cosa, ci aspettiamo foto belle, scattate con tutti i sacri crismi, tecnicamente corrette e con quel “pathos” e il sapiente utilizzo delle tecniche di comunicazione che fanno sì che il lettore venga attratto dall’immagine e poi legga l’articolo.
E ricompri il magazine o torni sul sito anche perché sa che lì troverà belle immagini, talvolta spettacolari, del suo sport preferito. In questo articolo vedremo a grandi linee cosa vuol dire fare belle foto di basket, e inizieremo proprio dalla definizione: cos’è una bella foto di basket? quali caratteristiche deve avere?
La fotografia di basket non è facile, ed è molto tecnica.
La foto di sport è veloce, l’attimo irripetibile, l’esigenza di trasmettere le foto immediata. Siamo vicini alla foto di reportage e a quella di guerra! I reporter di guerra talvolta scrivono i loro articoli stando in albergo, ma il fotoreporter deve essere in prima linea per scattare le foto. Anche nello sport, il redattore può scrivere l’articolo sulla partita guardandola comodamente dal divano di casa sua, utilizzando un netbook da 2-300€. Noi fotografi dobbiamo essere lì, sul campo, in prima fila, con attrezzature che spesso costano oltre 20 volte il costo di un netbook.
Anche per queste ragioni, vogliamo che le nostre foto abbiano il giusto risalto e devono quindi essere perfette, per strappare al lettore un “WOW” e differenziarsi dagli altri siti che pubblicano articoli e foto qualitativamente inferiori. E attrarre lettori, visitatori, pubblico. Insomma, con le nostre fotografie dobbiamo contribuire al successo di Dailybasket.it!
Come per tutte le attività, anche in fotografia ci sono alcune caratteristiche che si possono comprare, altre, quelle più importanti, che vanno costruite nel tempo. E infine altre che o le hai o… è dura…tipo la passione e il talento.
Le “regole” tecniche sono banali ma sono alla base di una buona immagine, sempre, e possiamo così riassumerle:
Quali sono gli strumenti che maggiormente facilitano il compito del fotografo?
Qualcuno si chiederà “ma serve proprio una reflex per fare belle foto di basket?” La risposta è SI. Almeno allo stato attuale (2012), nessun sistema fotografico può competere con una reflex di qualità che monta ottiche di pari livello. Non vogliamo dire che con una compatta, una mirrorless o un bridge non si possano fare foto di sport e in particolare di basket, ma scordatevi di ottenere decine di immagini belle e qualcuna spettacolare. La reflex sarà corredata da un paio di ottiche luminose, in genere uno zoom grandangolare e uno zoom tele, tipo 24-70 e 70-200, entrambi f/2.8. Ma anche il 24-105/4 va bene. Coi sensori di oggi il flash non serve: spara ombre, indurisce le foto, disturba l’atmosfera. Oggi lo usa solo chi vive ancorato a vecchi canoni ormai superati. Contento lui…
Due zoom di qualità (uno tele e uno grandangolare) garantiranno la copertura di quasi tutte le lunghezze focali necessarie nel basket e una luminosità ideale per scattare con tempi veloci e sfocare lo sfondo. D’altra parte, se il 90% dei fotografi di basket usa queste ottiche (oltretutto costose), un valido motivo c’è.

Oggi è possibile trasmettere le immagini dalla fotocamera all’iPad e da questo ovunque in tempo reale – Foto Savino Paolella © 2012
Oltre al PC per trasmettere le foto in tempo reale, ultimamente anche l’iPad è entrato con prepotenza nei palazzetti, come book portatile ma principalmente per scaricare e inviare alle redazioni dei siti web le immagini scattate in tempo reale. Quando entrate in Dailybasket e a fine partita potete già leggere i commenti e vedere le foto, vuol dire che giornalista e fotografo hanno lavorato in perfetta sintonia per confezionare un articolo tempestivo e interessante per il lettore. 

Reflex professionale e 2 ottiche zoom luminose: gli ingredienti di base per ottime foto di basket (assieme al tappo per il bilanciamento del bianco)
Usiamo le fotocamere di cellulari e smartphone per le foto da postare sui social network, per le foto ricordo o in situazioni di emergenza: nonostante i continui miglioramenti, i cellulari hanno limiti ottici, fisici e di velocità che ne impediscono l’uso nella foto sportiva professionale. Ciò non toglie che se un giorno vedrete un uomo camminare sulle acque, o un asino volare, scattate pure con tutto quello che avete, anche col cellulare!
Le posizioni migliori per fotografare il basket vanno da sotto canestro (appena di lato alla struttura di sostegno) fino all’angolo, quindi tutto il lato corto del campo. Scordatevi di fare belle foto dagli spalti del pubblico, dalla tribuna stampa, da lontano. Da distanze superiori a 2 metri dal campo non si ottengono belle foto, a meno di rare eccezioni.
Attenzione allo sfondo! In alcuni palazzetti è difficile scattare senza cartelloni pubblicitari e scritte come sfondo, e magari nemmeno tanto lontani dai giocatori da risultare anch’essi a fuoco e confondere l’intera immagine. Spostatevi di posizione, cercatene una dove lo sfondo sia possibilmente il pubblico, o utilizzate il diaframma a tutta apertura per sfocare lo sfondo il più possibile. Sottoesponete di 1/3 di stop. Alla peggio, scurirete o sfocherete lo sfondo in PP… Beati i fotografi statunitensi, dove il campo è illuminato perfettamente e senza ombre e il pubblico non è illuminato.
La prospettiva di ripresa più spettacolare è dal basso, inclinando la fotocamera leggermente verso l’alto, in modo da inquadrare meno parquet e fare risaltare i giocatori avendo come sfondo il pubblico o il soffitto scuro. Alcune eccezioni (sempre da non abusarne) sono consentite, ma se tutte le vostre foto sono scattate da sotto canestro, mentre eravate in piedi e non si vede mai l’anello del canestro e nemmeno il pubblico, possono sembrare posticce, oltre che monotone.
Il nostro scopo è far sentire il lettore “dentro” il campo, lì con noi a pochissima distanza dai giocatori, fare percepire la grinta, il dinamismo, la perfezione del gesto tecnico o atletico.
Ma se non si conosce l’attrezzatura a disposizione, non si ha passione per la foto e per il basket, se non si comprendono i meccanismi del gioco e le sue peculiarità, se non si conoscono le tecniche di composizione e di percezione visiva, se non si ha studiato e osservato le foto dei Maestri, allora non c’è attrezzatura che tenga. Se sarete vicini al campo farete certamente qualche foto bella o anche spettacolare, ma più per caso che per talento. Insomma, come sempre nella vita, l’avere si compra, l’essere si costruisce.
Ecco alcuni professionisti al lavoro…
La fotografia di basket ha molte affinità con quella di reportage e di guerra: osservateli al lavoro e noterete qualche similitudine con un tiratore scelto appostato, un artigliere che trasporta il suo bazooka… Che invidia per i fotografi di moda!!!
Spesso l’abilità dei fotografi di sport consiste nel saper prevedere dove e come si svolgerà la prossima azione, individuare chi sarà l’MVP della partita in modo da avere le immagini pronte da inviare alla redazione o in agenzia. Non solo foto dei giocatori in azione ma anche dettagli, allenatori, pubblico e tutto quanto può essere interessante subito o un domani, quindi per l’archivio.

Sequenza di 10 scatti del tito libero di Gallinari, ottenuta grazie a raffica veloce e post-produzione (Foto e post-produzione di Savino Paolella © 2012)
Buona luce a tutti i fotografi! Testo e foto di Savino Paolella © 2012
Savino Paolella
Sono un fotografo appassionato di viaggi, sport e ritratti.
In particolare, nel sito Dailybasket.it troverete le mie immagini scattate soprattutto alle partite che vedono coinvolta la squadra di Milano, l'Olimpia EA7, ma non solo. Ho anche una rubrica settimanale, intitolata "Obiettivo sul basket" nella quale le fotografie (non solo scattate da me) sono protagoniste e il testo serve solo a commentarle.
Utilizzo fotocamere Canon EOS 1D X e 5D Mark III, con ottiche Canon EF Serie L che spaziano dal 15 mm al 300 mm, oltre a iPad per scaricare e trasmettere le foto durante le partite, e un MacBook per la post-produzione.
Per la post-produzione uso Digital Photo Professional di Canon e Photoshop CS6 di Adobe, con un MacBook. Utilizzo anche un iPad come book portatile, per inviare foto in tempo reale e per restare collegato col mondo quando viaggio, oltre all'insostituibile iPhone.
Riguardo la post-produzione ritengo che non debba essere troppo invasiva e tantomeno stravolgere l'immagine originale: serve a rendere migliore la foto, eventualmente a eliminare un dettaglio ininfluente o a raddrizzare l'orizzonte, ma senza distorcere il contenuto. Con la post-produzione non si produrranno mai belle foto partendo da foto mediocri: bisogna sempre partire da ottimi scatti, e migliorarli se possibile.
C'è una differenza sostanziale tra una foto di un bel bambino e una bella foto di un bambino. Spesso scattiamo la prima ma pensiamo di aver fatto la seconda... Ed è qui la difficoltà, e il fascino, della fotografia.
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