Dopo una settimana di basket in tv due giorni interi senza partita e mi sento in astinenza. Sarà perché come dice Geri De Rosa sulle colonne di questo sito nei Pensieri LegGeri, questa competizione alla fine è tutt’altro che male perché si sta vedendo del buon basket ed una tendenza di alcune squadre a far risultato anche senza le star più celebrate; sarà perché il fatto che gli Europei arrivano ogni due anni; sarà probabilmente e principalmente perché la nostra Nazionale è stata così bella fino ad oggi che la vorrei veder giocare ogni giorno.

Eduardo Lubrano

Eduardo Lubrano

Ma naturalmente mi inchino alla necessità del riposo dei nostri soprattutto visto che la prima partita della seconda, anche se cervellotica fase sarà contro la squadra di casa, la Slovenia il che fa assumere all’impegno difficoltà che vanno al di là di quelle tecniche che sono già importanti.

Allora ne approfitto per dire due cose. La prima: vorrei tornare sulla pulizia della regia slovena. Ho già avuto modo di dire come le riprese delle partite sono molto pulite, lineari, senza grandi invenzioni, slow-motion, replay incredibili, ma pulite, oneste. La partita si vede bene, le grafiche sono puntuali e precise e le eventuali azioni dubbie da rivedere vengono sempre messe in onda a gioco fermo, senza privarci di un’azione in diretta. Certo la scelta del lato di ripresa della gare, da dietro le panchine ci priva di primi piani ed espressioni di allenatori e giocatori durante le fasi delle partite. Ma favorisce le riprese continue degli sponsor e sappiamo bene che sono loro a comandare in questo tipo di eventi, dunque accontentiamoci. Anche perché l’idea di mettere un microfono giraffa sopra le panchine per far sentire i time out restituisce un po’ di quelle emozioni che il video ci impedisce di vivere.
Ed allora la mia domanda alla Rai è questa: perché questo schema non si può copiare durante il campionato dove invece assistiamo ogni domenica o sabato che sia, a messe in onda casuali che tutto hanno tranne che i connotati della pulizia e della godibilità per gli spettatori? Copiare una cosa fatta bene non è né un peccato né una diminutio anzi è una grande cosa, molto intelligente.
La seconda cosa che ci tengo a dire me l’ha suggerita un amico, grande lettore di DailyBasket. Edo mi ha detto:” Ma che hai contro coach Michelini? Guarda che della squadra Rai è il migliore e se anche qualche volta dice delle cose strane non è giusto che lo massacri. Pensa se non ci fosse lui!”. E’ vero, ma io vorrei dire prima di tutto una cosa: io non ce l’ho con nessuno a prescindere o per partito preso. Figuriamoci con un allenatore, ed a maggior ragione con coach Michelini. Penso però che un commentatore Rai debba essere il più possibile vicino alla perfezione (che non esiste), evitare banalità e tendere a spiegare il gioco anche a chi della pallacanestro non sa nulla. Quindi mi irrita sentire da un uomo di basket come coach Michelini frasi come “Rosselli, il nostro stopper difensivo” perché non amo i paragoni con il calcio. O ancora: “Sappiamo guardare al sodo anche quando la palla non va dentro”. Oppure che lui sia costretto a fare i suoi “up & down” senza le immagini di riferimento, perché mi pare che diventino uno sciorinare cifre una dietro l’altra che non aggiungono nulla alla cronaca e non riempiono l’intervallo. Coach, non riesci a farti fare una macchia con i protagonisti di cui vuoi parlare? Allora sì che la cosa avrebbe un grande senso.

La mia sensazione è che qualche volta il nostro coach, al quale rinnovo la mia simpatia e la stima, sia costretto certe volte a delle esagerazioni perché costretto a coprire dei buchi dei telecronisti che o non sanno che dire o dicono cose che abbiamo già passato in rassegna nelle altre puntate di questo telecommento: Ilyasova con passaporto uzbekistano…; abbiamo vinto due partite ma non è ancora fatta…; l’eccessivo sciorinare delle statistiche…; il fatto di chiamare certi giocatori sempre nello stesso modo. Il centro degli Houston Rockets; l’ala dei Detroit Pistons; la guardia che viene dalla Siberia; il lungo dei Milwakee Bucks; Irone Mike Bramos. E basta!

EDUARDO LUBRANO