L'eroe che non ti aspetti: Derrick Sherman

L’eroe che non ti aspetti: Garrick Sherman

Il Purcell Pavilion at the Joyce Center, casa di Notre Dame, è da sempre un campo molto difficile dove giocare. Gli spalti quasi totalmente tinti di verde e il leprechaun a bordo campo mantengono costantemente altissimi i decibel e la squadra di coach Mike Brey è notoriamente molto più forte in casa che fuori. L’anno scorso ad esempio furono capaci di fare lo sgambetto a Syracuse, #1 del ranking nazionale e che si era presentata imbattuta con venti vittorie all’attivo. Quest’anno invece tante squadre hanno fatto visita nel South Bend e sono tornati a casa con una bella W, compresi gli Orange, che hanno vendicato la sconfitta di cui sopra con un perentorio 63-47. Serviva l’impresa per riscaldare i cuori dei Fighting Irish e impresa è stata. La sfida della Domenica tra Notre Dame e Louisville è finita 104-101 dopo 5 tempi supplementari. Nella storia della Big East è la partita più lunga giocata in stagione regolare. Come spesso succede nel college basket, il giocatore della svolta per Notre Dame è stato Garrick Sherman, non un atleta che giocherà a basket per tutta la vita, ma che sicuramente potrà raccontare tutti i canestri decisivi segnati in questi minuti supplementari. Soprattutto nel terzo OT, quando Louisville era avanti di quattro punti con un minuto a cronometro, ha segnato un tap-in su rimbalzo offensivo sopra la testa di Gorgui Dieng, stanchissimo dopo aver giocato più di 50 minuti. La prestazione del centro junior è stata ancora più determinante perché la sua squadra ha dovuto fare a meno per tutti i tempi supplementari di Jack Cooley, che ha commesso il suo quinto fallo alla fine del tempo regolamentare. Dall’altra parte decisivo il quinto fallo di Peyton Siva, lasciando la squadra alla regia di Russ Smith, che alla fine si è rivelata disastrosa.

James Southerland, importantissimo rientro per coach Boeheim

James Southerland, importantissimo rientro per coach Boeheim

Incomprensibile la scelta di coach Pitino di affidare proprio a Smith l’ultimo tiro in tutti gli OT. Tiri che sono andati tutti sul ferro. Praticamente quello che Chane Behanan costruiva in cinque minuti (per lui alla fine 30 punti con 13-20 dal campo e 15 rimbalzi), Russ Smith lo sprecava nei secondi finali. Per lui alla fine solamente quattro canestri dal campo su diciannove tentativi. Clamoroso l’errore alla fine del terzo tempo supplementare, con gli Wildcats sopra di due, quando guidando la transizione tre contro uno non ha scaricato sul liberissimo Behanan e ha forzato la penetrazione sbagliando il tiro. Delle difficoltà di Louisville ne stanno approfittando Syracuse e Marquette, che guidano la conference con una vittoria di vantaggio su Georgetown. Gli Orange in settimana hanno vinto le due sfide casalinghe contro Notre Dame e St. John’s e hanno accolto con grande entusiasmo il rientro di James Southerland, uomo fondamentale nella rotazione di coach Boeheim. I Golden Eagles hanno vinto le ennesime due partite contro le “piccole”, ma sono attesi da una seconda parte della stagione molto impegnativa, che dimostrerà il loro reale valore, ad iniziare dalla trasferta di oggi sul campo di Georgetown. Da sottolineare infine l’ottimo campionato di Pittsburgh, non proprio data tra le favorite ad inizio stagione. I Panthers sono probabilmente il gruppo più in forma del momento. Vengono da tre vittorie consecutive, tra le quali spicca il 65-55 inflitto a Syracuse e il 62-52 sul campo di Cincinnati. I ragazzi di coach Dixon hanno cementato una solidissima difesa intorno alla torre Steven Adams, che sta finalmente regalando prestazioni all’altezza delle aspettative.