Peyton Siva

Dopo aver portato per quattro anni consecutivi una sua formazione alle Final Four, sta per iniziare una stagione molto particolare perla Big East. Dopo aver perso West Virginia, volata nella Big 12, anche Syracuse e Pittsburgh sono pronte a trasferirsi il prossimo anno nella ACC, seguite da Notre Dame nel 2014. Queste storiche formazioni saranno sostituite da Temple, Houston, UCF, SMU e Memphis. A questo si aggiunge la penalizzazione inflitta a Connecticut per le violazioni al regolamento NCAA accertate l’anno scorso, che costringerà gli Huskies a guardare dalla poltrona di casa l’intera post-season. Si ha quindi la netta percezione, complice anche un “reclutamento” nella stagione estiva nel complesso non di primo piano, di un abbassamento del livello qualitativo delle squadre. Di questa situazione dovrebbe beneficiarne in primis Rick Pitino e i suoi Cardinals, che dopo aver vinto il torneo di conference e raggiunto le Final Four l’anno scorso, sono considerati i favoriti. Louisville dispone di un quintetto completo e di esperienza, guidato dal playmaker senior Peyton Siva, che quest’anno si giocherà tutte le carte a disposizione per tentare di andare in NBA. Occhi puntati anche sul centro Gorgui Dieng, che l’anno passato, oltre ad aver chiuso con oltre 9 punti, 9 rimbalzi e 3 stoppate a partita, ha dimostrato una crescita esponenziale nel rendimento e sul sophomore Chane Behanan, uno dei migliori rookie della Big East nella passata stagione. Le potenzialità dei Cardinals verranno messe subito alla prova da una pre-season molto impegnativa, che li vedrà impegnati nel torneo Battle 4 Atlantis e poi opposti a Memphis e Kentucky. Un gradino sotto a Louisville vediamo la coppia SyracuseNotre Dame. La prima, anche se ha perso quattro giocatori fondamentali dell’annata da record scorsa, è abituata a risorgere stagione dopo stagione e anche questa volta ha un roster profondo e di tutto rispetto. C.J. Fair e Brandon Triche saranno i veterani della squadra, aiutati da un manipolo di giocatori che non avevano spazio in passato per dimostrare il loro talento: tra tutti la guardia Michael Carter-Williams e la fascia Rakeem Christmas. La seconda, dopo aver sorpreso tutti raggiungendo il terzo posto della Big East nella stagione 2011-2012, ritrova inalterato il quintetto e se riuscirà a mantenere inviolate le mura del Purcell Pavilion (16-1 l’anno passato), può raggiungere ottimi risultati. Il backcourt formato da Eric Atkins e Jerian Grant è uno dei più forti e completi della nazione. Nel gruppo delle outsider, che dovranno tirare fuori dal roster qualcosa di speciale per poter primeggiare, ci sono Cincinnati, Marquette, Pittsburgh e Georgetown. Marquette ha perso Jae Crowder e Darius Johnson-Odom, il che basta a far venire il mal di testa a coach Buzz Williams, ma ha mantenuto inalterata la coppia di guardie. Ci si aspetta molto soprattutto da Todd Majo, dopo una stagione da rookie molto buona. Il trasferimento di Trent Lockett da Arizona State dovrebbe aiutare a riempire il vuoto nel reparto fasce.  Georgetown ha perso tre giocatori del quintetto base, ma dopo aver passato una stagione con 10 tra freshman e sophomore, quest’anno coach Thompson IIIavrà un gruppo ben più denso di

Otto Porter

esperienza. Occhi puntati sulla futura stella Otto Porter, che è atteso da una stagione da protagonista assoluto. Cincinnati punterà tutto sulla difesa aggressiva e asfissiante che l’anno passato ha lasciato 29 avversari su 37 sotto i 70 punti. Le perdite di Yancy Gates sotto canestro e Dion Dixon con la palla in mano saranno difficili da rimpiazzare, ma coach Cronin ha dimostrato che è il gruppo a fare la differenza e i Bearcats saranno un’altra volta una delle squadre più complicate da battere dell’intera nazione. Poi c’è Pittsburgh. Dopo la sciagurata stagione 2011-2012, che ha visto i Panthers chiudere con un disastroso 5-13 nella conference, coach Jamie Dixon è chiamato a riportare il college ai livelli ai quali è abituato. La squadra sembra però ancora impreparata per primeggiare, mancando di esperienza e qualità in troppi ruoli. Se però i freshman Steven Adams e James Robinson mantengono le promesse e Woodall esplode, potremmo rivedere Pitt al torneo NCAA in Marzo. Tra le squadre che si prevede si posizionino nella seconda metà della classifica si trova anche Connecticut perché, sebbene abbia un roster di alto livello, lo shock per l’addio di un mito come Jim Calhoun e l’impossibilità a giocare la post-season, possano bastare per far vivere agli Huskies una stagione di vera e propria transizione. Tra gli altri, ne vogliamo citare tre che potrebbero togliersi delle belle soddisfazioni e forse raggiungere il torneo NCAA. Parliamo di St. John’s e DePaul. La prima, anche se ha perso il “freshman of the year” in carica  Moe Harckless, può contare sul gruppo dell’anno scorso, che adesso ha più esperienza, e finalmente anche su una panchina. L’anno passato infatti coach Lavin, che dovrebbe aver risolto i suoi problemi di cancro, ha schierato spesso sette o otto giocatori, non avendone altri a disposizione. DePaul invece può contare su una delle coppie di junior più talentuose della Big East: Cleveland Melvin e Brandon Young. Se la squadra iniziasse anche a difendere oltre che a correre

Cleveland Melvin

potrebbe regalare grandi soddisfazioni a coach Purnell. Infine Providence. Probabilmente l’inesperienza la farà da padrone, ma i Friars hanno messo le mani questa Estate su una delle migliori coppie di guardie dell’intera nazione, dalla quale ci aspettiamo già da quest’anno i fuochi d’artificio. Per concludere vogliamo analizzare i migliori freshman della conference, alcuni dei quali chiamati da subito a tanti minuti giocati. Da sempre la Big Eastè una conference di “Big Man”: sotto i riflettori abbiamo DaJuan Coleman e Jerami Grant di Syracuse, Steven Adams di Pittsburgh, Christopher Obekpa di St. John’s  e Daniel Ochefu di Villanova. Le ali piccole di maggior talento sono Cameron Biedscheid di Notre Dame e Steve Taylor di Marquette. Nei backcourt troveranno molto spazio D’Vauntes Smith-Rivera e Stephen Domingo a Georgetown, James Robinson a Pittsburgh, Omar Calhoun a Connecticut (non è il figlio del mitico coach, ma solamente un caso di omonimia), Ryan Arcidiacono a Villanova e la super coppia Kriss Dunn e Ricardo Ledo a Providence.

DB Ranking

  1. Louisville
  2. Notre Dame
  3. Syracuse
  4. Cincinnati
  5. Georgetown
  6. Marquette
  7. Pittsburgh
  8. USF
  9. Connecticut
  10. St. John’s
  11. DePaul
  12. Providence
  13. Rutgers
  14. Villanova
  15. Seton Hall