Deron Williams  (Photo by Mike Ehrmann/Getty Images)

Deron Williams (Photo by Mike Ehrmann/Getty Images)

UPS&DOWNS: Con una sola squadra sopra al 50% di vittorie la Atlantic si conferma, anche quest’anno, come la peggior division della Lega. In questo periodo, come se non bastasse, assistiamo anche al declino dell’unica eccellenza della division: i Toronto Raptors. Messo da tempo in cascina il primo posto nella Atlantic i ragazzi di Dwane Casey hanno frenato bruscamente e rischiano di chiudere l’anno con la testa di serie numero 4, quando fino a poche settimane fa erano saldamente secondi. Nelle ultime 9 partite è arrivato solo una vittoria, contro Philadelphia, a inframezzare una serie di 5 “L” da un’altra, ancora aperta, di 3. Ceduti Rajon Rondo e Jeff Green i Boston Celtics sembravano avviati ad una lunga ricostruzione, ma l’arrivo di Isaiah Thomas ha dato un grande impulso alla rinascita biancoverde e Boston, incredibilmente, è ancora in corsa per un posto ai Playoffs. Con un attacco spumeggiante i biancoverdi sono senza dubbio una delle squadre più “fresche” della Lega, ma continuano a pagare una difesa non all’altezza e la mancanza di un vero intimidatore d’area. Con mezza partita di ritardo inseguono i Brooklyn Nets, squadra sempre più in cerca d’autore. La cessione di Kevin Garnett per Thaddeus Young è servita relativamente. L’ex Phila è una presenza più significativa in attacco, ma non garantisce la stessa presenza a rimbalzo e soprattutto l’intensità difensiva di “KG”. Ultimamente sono arrivate vittorie di prestigio, come il doppio colpo con Dallas e Golden State, ma anche sconfitte sanguinose, soprattutto il 115-91 contro Charlotte, diretta avversaria per un posto ai Playoffs. A stupire, più di tutto, è la crisi senza fine di Deron Williams, ombra del giocatore di un tempo. Ceduto Micheal Carter-Williams, Philadelphia ha dato il via all’ennesimo “Rebuild” una mossa consolidata dal conseguente taglio di JaVale McGee, unico giocatore di un certo livello arrivato nel mercato di riparazione. Eppure, dalla trade deadline la squadra viaggia con 2-4 nettamente migliore rispetto al ritmo a cui ci aveva abituato, in particolare pesa la vittoria contro Atlanta del 7 marzo. La squadra è e resta un disastro, ma qualche elemento interessante sta lentamente emergendo, ad esempio Robert Covington Jr e Isaiah Caanan che ai Sixers sembra aver trovato la sua dimensione. Chiudiamo con i New York Knicks, squadra sempre più in crisi e irrimediabilmente ultima nella Divison, ma anche e soprattutto nella Lega. Interrotta una striscia di 8 “L” consecutive, i Knicks hanno vinto 2 partite, per  poi perdere le successive 4. L’unica buona notizia, non solo per i tifosi italiani, è il ritorno in campo di Andrea Bargnani: il Mago ha giocato 11 partite e in 9 occasioni ha trovato la doppia cifra e non Phil Jackson ha aperto ad un rinnovo contrattuale, tanto insperato quanto improbabile solo qualche settimana fa.

HOT: Lo abbiamo accentato poco fa, ma ci torniamo nel dettaglio: Andrea Bargnani è tornato e anche se gioca in un contesto non proprio competitivo come quello di New York (e siamo gentili) l’Azzurro sta finalmente mettendo in mostra qualcosa di interessante. Tornato da 11 gare, ha chiuso 9 in doppia cifra, mentre in 2 occasioni ha scollinato quota 20 punti. Il suo capolavoro il 25+12 nella vittoria contro Detroit del 27 febbraio.

NOT: Il calendario non era dei più semplici, ma una sola vittoria in 9 partite è un segnale allarmante, soprattutto adesso che i Playoffs si avvicinano. Ovviamente stiamo parlando dei Toronto Raptors, squadra che ultimamente fatica più del previsto. Il problema sembra essere tutto difensivo, basti pensare che nelle ultime 8 partite i canadesi hanno sempre concesso almeno 103 punti agli avversari, ad eccezione della sfida con Dallas persa 99-92. Non a caso Toronto è 22esima per punti concessi e per punti concessi su 100 possessi, numeri inquietanti per una squadra che punta alle finali Conference e che diventano ancora peggiori se consideriamo il 25 posto nelle classifiche dei ribalzi difensivi catturati. Toronto, in parole povere, fatica molto a proteggere il suo canestro e questo potrebbe essere un serio problema.

UNEXPECTED: Non possiamo certo parlare di trend, ma qualcosa, per Gigi Datome, è cambiato. Dopo aver scaldato la panchina per mesi a Detroit e aver pagato lo scotto dell’inserimento a Boston, Gigi sembra essersi ritagliato un piccolo, quanto importante, spazio ai Celtics. Contro i Magic ha chiuso con 10 punti in 10 minuti con 2/2 da 3 punti, a cui si aggiunge un rimbalzo e 2 stoppate. Un contributo che gli è valso un minutaggio più importante ieri sera, nella delicata sfida contro Miami, gara vinta dai Celtics. Datome, ha tenuto il campo per 21 minuti chiudendo con 13 punti (6/9 dal campo) e 3 rimbalzi. L’avventura in NBA dell’azzurro sembra essere, finalmente, iniziata: la speranza è che possa continuare non solo in questa stagione, ma anche nella prossima.

STATS: Decimi per tentativi a partita, con 25 conclusioni provate a sera, i Philadelphia 76’ers sono terzultimi per percentuale nel tiro da 3 punti con un misero 32%. Un dato questo che fa il paio con il decimo posto nella classifica dei liberi tentati, 24 a sera, ma che vede la squadra di coach ultima per percentuale di successo con un misero 68%. Numeri questi che ci aiutano a spiegare come Philadelphia sia ultima nella Lega per punti segnati (90.6), punti su 100 possessi (92), percentuale effettiva (45.8%) e percentuale reale (49.5). A tutto questo dobbiamo aggiungere le 16.8 palle perse di media a partita, massimo in NBA. Insomma la mancanza di un playmaker vero e di un tiratore da 3 punti affidabile pesano tantissimo e la sensazione è che il ruolo di Tony Wroten (16.9 e 5.9 assist di media) debba essere molto ridimensionato visto il 26.1% da 3 punti, massimo in carriera per altro, e le 3.8 palle perse a partita.

INJURIES: Tra i giocatori più importanti per Boston, Jared Sullinger ha chiuso prematuramente la sua stagione il 22 di febbraio per una frattura da stress al piede sinistro. L’annata del giocatore biancoverde si è chiusa dopo sole 51 partite chiuse a 14.4 punti e 8.1 rimbalzi di media, il tutto con il 44.7% dal campo.

 


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